Maltempo Toscana, Giani: “continua la stima dei danni, nel weekend nuova perturbazione”

Maltempo Toscana, Giani ha ipotizzato una "prima stima di 100 milioni di danni", oltre a opere o infrastrutture di livello nazionale

In questi giorni, sto raccogliendo tutte le indicazioni per farmi un’idea più precisa di quello che è lo stato dei danni. Quindi sto parlando uno per uno con i sindaci e i vari rappresentanti dei comuni colpiti” dall’ultima ondata di maltempo in Toscana. Lo ha detto il Presidente della regione, Eugenio Giani, parlando con i giornalisti. Giani ha ipotizzato una “prima stima di 100 milioni di danni”, oltre a opere come “la Faentina che ha avuto danni chiaramente per 20-25 milioni” o a “quelle che sono le infrastrutture di livello nazionale”.

“In base a queste stime – ha aggiunto Giani – prevedremo anche gli interventi che possono andare a ristoro, possono andare a sostenere quello che è lo sforzo per una ricostruzione, perché indubbiamente ci sono danni che sono stati quelli dello scantinato e del garage, ma vi sono stati danni anche a infrastrutture pubbliche”.

Giani: “con Ciciliano si sentiamo dopo la nuova perturbazione”

Con il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, “ci sentiremo dopo questo fine settimana“, perché questo weekend “c’è un aggravio delle condizioni climatiche, dopo che il sole dovrebbe illuminarci ancora per due o tre giorni. All’inizio della settimana prossima faremo il bilancio”, spiega Giani a proposito della richiesta di emergenza nazionale dopo l’ondata di maltempo. “Siamo in stato di mobilitazione nazionale“, una situazione “effettiva dove le colonne mobili di Marche, Piemonte, Umbria, Liguria e Lombardia hanno affiancato i nostri sindaci dove le abbiamo inviate, facendo un lavoro forte e serio”, osserva.

“Dallo stato di mobilitazione nazionale chiedo lo stato di emergenza nazionale. E la prossima settimana tutto questo dovrebbe darci da un lato un supporto economico, per fornire i primi ristori e le prime opere di ripristino delle condizioni dei fiumi”, quindi “su argini, casse di espansione, interventi a rimedio dei danni generati dall’alluvione”; dall’altro “un supporto per la realizzazione delle nuove opere che possano creare condizioni di sicurezza sul territorio”.