Il Premier Giorgia Meloni ha rilasciato una lunga intervista al Financial Times, parlando della guerra commerciale creata dagli USA, di Donald Trump, della guerra in Ucraina e del ruolo dell’Europa. “Devo dire che sono d’accordo” con le posizioni espresse dal vicepresidente statunitense JD Vance sull’Europa alla Conferenza di Monaco, “lo dico da anni… L’Europa si è un po’ persa”, ha detto Meloni. La critica di Trump all’Europa non era rivolta al suo popolo ma, sostiene Meloni, alla sua “classe dirigente… e all’idea che invece di leggere la realtà e trovare modi per dare risposte alle persone, si possa imporre la propria ideologia alle persone”.
In generale, Meloni ha anche affermato di sperare che l’approccio “conflittuale” di Trump sulla difesa europea sarebbe stato uno “stimolo” tanto necessario affinché il continente si assumesse la responsabilità della propria sicurezza. “Mi piace dire che la crisi nasconde sempre un’opportunità“, ha affermato.
Dazi, Meloni: “il protezionismo USA non nasce ora”
Il protezionismo statunitense non nasce con Trump, ha detto Meloni rispondendo al Financial Times. “Parlando poche ore prima che Trump annunciasse tariffe del 25% sulle importazioni di auto, Meloni ha detto che gli Stati Uniti da tempo perseguono un’agenda sempre più protezionistica – si legge – anche con l’Inflation Reduction Act di Joe Biden: ‘Pensate davvero che il protezionismo negli Stati Uniti sia stato inventato da Donald Trump?’, ha tagliato corto il Premier. Meloni ha evidenziato come le tariffe complessive tra Ue e USA siano simili, ma che “ci sono grandi differenze sui singoli prodotti”. A suo avviso, l’Ue deve lavorare su queste divergenze “per trovare una soluzione comune e positiva“, pur riconoscendo i limiti della lentezza decisionale europea.
Meloni: “USA primo alleato ma pronta a costruire ponti con l’Ue”
Giorgia Meloni ha liquidato l’idea che l’Italia dovrà scegliere tra USA ed Europa come “infantile” e “superficiale“, insistendo sul fatto che difenderà gli interessi dell’Italia. Il Premier ha anche ribadito la convinzione che “l’Italia può avere buoni rapporti con gli Stati Uniti e se c’è qualcosa che l’Italia può fare per evitare uno scontro con l’Europa e costruire ponti, la farò, è nell’interesse degli europei“. E definisce gli USA il “primo alleato”: “sono conservatrice. Trump è un leader repubblicano. Di sicuro sono più vicina a lui che a molti altri, ma capisco un leader che difende i suoi interessi nazionali. Io difendo i miei“.
Ucraina, Meloni: “prudenza su forza di rassicurazione”
Mentre molti in Europa temono che Trump si stia preparando a costringere l’Ucraina a un accordo di pace sfavorevole, Meloni ha espresso fiducia nei suoi sforzi, sottolineando ripetutamente la necessità di forti garanzie per assicurare che la Russia non riprenda la guerra in futuro. Nell’intervista al Financial Times, Meloni si dice “scettica” sulla proposta francese e britannica di una “forza di rassicurazione” europea per l’Ucraina, che ha detto potrebbe essere vista da Mosca come una provocazione. “Dobbiamo stare attenti qui. Può essere vista più come una minaccia”, ha detto. Invece, il Presidente del Consiglio sostiene l’estensione della clausola di difesa reciproca dell’articolo 5 della NATO all’Ucraina, senza effettivamente ammettere Kiev nell’alleanza, il che, a suo dire, sarebbe “più facile e più efficace” di altre proposte.
La Russia “credo che potrebbe essere” una minaccia a lungo termine, “penso che potrebbe. Ma in ogni caso, credo che dobbiamo trovare un modo per essere pronti a difenderci da ogni tipo di minaccia che possiamo avere”, ha detto ancora Meloni, dopo che molti governi europei, tra cui la Germania, stanno avviando piani di riarmo di vasta portata, convinti che, qualunque cosa accada in Ucraina, la Russia sarà il più grande problema di sicurezza dell’Europa. Facendo un cenno alla forte tradizione pacifista dell’Italia e all’opposizione all’interno della sua stessa coalizione a una maggiore spesa per la difesa, Meloni ha sostenuto che la sicurezza dovrebbe essere definita in senso lato, includendo la sicurezza informatica, l’immigrazione illegale e altre minacce ibride.
Come altri Paesi del Mediterraneo, l’Italia è ansiosa di garantire che le minacce provenienti dall’Africa ai membri della NATO non vengano ignorate. “Bisogna capire che le minacce possono arrivare da 360 gradi. Quindi se si pensa semplicemente di potersi difendere, prendendosi cura del fianco orientale, e non si considera ad esempio cosa succede nel fianco meridionale, si avrà un problema”.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?