L’inverno meteorologico si è ufficialmente concluso il 28 febbraio, confermando ancora una volta una stagione caratterizzata da temperature insolitamente miti in Pianura Padana. Secondo i dati preliminari di Nimbus, l’inverno 2024-25 si colloca tra i più caldi mai registrati: il quarto più mite nella serie storica di Torino (dal 1753) e il settimo a Piacenza (dal 1871), con un’anomalia positiva di 1,5°C rispetto alla media climatica del periodo 1991-2020.
L’assenza di eventi freddi significativi ha contraddistinto l’intera stagione. Le brevi parentesi sotto la norma si sono limitate a scostamenti di pochi gradi, come accaduto a metà gennaio, quando nelle zone extraurbane le temperature minime hanno toccato valori appena inferiori a -5°C, livelli assolutamente ordinari per il periodo. Per il resto, l’inverno ha assunto caratteristiche quasi autunnali, senza gelate diffuse e con minime particolarmente elevate. Un esempio emblematico è Piacenza, dove tra il 22 e il 26 febbraio non si è mai scesi sotto i 6,1°C, un valore tra i più alti mai registrati per un inverno.
Le precipitazioni, pur non essendo particolarmente deficitarie, hanno risentito del clima mite, impedendo la caduta di neve fino in pianura. In Piemonte occidentale, dicembre si è distinto per una notevole scarsità di piogge, determinando un marcato deficit idrico, mentre tra gennaio e febbraio le precipitazioni sono risultate più abbondanti. A Torino e Piacenza, i valori trimestrali si sono attestati rispettivamente a 78 mm (-32% rispetto alla norma) e 185 mm (+8%), ma le temperature elevate hanno impedito l’accumulo nevoso alle basse quote.
L’unica imbiancata osservata nei quartieri centro-nord di Torino risale al 21 novembre 2024, con un lieve deposito di appena un centimetro. Nella vicina Moncalieri, invece, per il secondo inverno consecutivo non si è registrata alcuna nevicata misurabile, un evento rarissimo dal 1865 a oggi, verificatosi solo un’altra volta nel biennio 1988-1990, sebbene all’epoca le temperature fossero meno anomale e il fenomeno fosse attribuibile anche alla scarsità di precipitazioni. Situazione analoga a Piacenza, dove l’assenza totale di neve misurabile si è verificata solo nove volte in un secolo e mezzo, con ben cinque casi concentrati dal 1990 in avanti. Questo trend conferma una tendenza sempre più evidente: inverni sempre più miti e con nevicate sempre più rare a bassa quota, un segnale tangibile del cambiamento climatico in atto.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?