Un team di ricercatori ha recentemente scoperto una serie di vulcani sottomarini nascosti nelle profondità dell’Oceano Pacifico, nei pressi delle Isole Cook. Questa sorprendente scoperta, avvenuta durante la spedizione ARTEX 2025, potrebbe fornire nuove informazioni sulla geologia dell’area e sull’attività vulcanica ancora presente nella regione.
Un’antica regione vulcanica, con segreti da svelare
Le Isole Cook sono un arcipelago nell’Oceano Pacifico meridionale, a circa 4.700 km a Sud delle Hawaii. Si tratta di un’area di origine vulcanica, formatasi milioni di anni fa grazie a un hotspot magmatico, un punto caldo nel mantello terrestre che ha dato origine a queste isole in modo simile a quanto accaduto per le Hawaii.
Sebbene la maggior parte dei vulcani della regione siano ormai antichi, con rocce che risalgono a decine o centinaia di milioni di anni fa, recenti studi avevano suggerito la presenza di formazioni più giovani. Nel 2024, infatti, gli scienziati avevano scoperto che un vulcano sottomarino, chiamato Tama, conteneva rocce di appena 670mila anni, le più giovani mai trovate nell’area. Questo indizio ha spinto i ricercatori a ipotizzare l’esistenza di altri vulcani sommersi nella regione.
La scoperta della catena di vulcani sommersi
Per verificare questa ipotesi, è stata organizzata la spedizione ARTEX 2025, con l’obiettivo di mappare il fondale oceanico intorno all’isola di Rarotonga. I risultati preliminari hanno confermato la presenza di una serie di strutture vulcaniche lungo il fondale marino, tra cui un vulcano alto circa 1 km, battezzato “Pepe“.
Non è ancora chiaro se questi vulcani siano attivi, ma la loro relativa giovinezza lascia aperta questa possibilità. Se confermata, l’attività vulcanica potrebbe aver creato un habitat marino unico, alimentato dal calore e dai minerali rilasciati dalle profondità terrestri.

I prossimi step
Gli scienziati stanno ora analizzando i dati raccolti per comprendere meglio la natura di questi vulcani e determinare la loro età esatta. Per ottenere risposte definitive, sarà necessaria una nuova spedizione che permetta di prelevare campioni di roccia e osservare direttamente il fondale.
Questa scoperta potrebbe cambiare la nostra comprensione dell’attività geologica del Pacifico centrale e offrire nuove prospettive sulla formazione delle isole vulcaniche.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?