Il Monte Kenya, una delle poche vette africane ancora coperte da ghiacciai, sta rapidamente perdendo la sua massa di ghiaccio. Studi scientifici indicano che il ghiacciaio Lewis, tra i principali della montagna, ha subito una riduzione del 90% del suo volume tra il 1934 e il 2010 a causa dell’aumento delle temperature globali e delle variazioni nei modelli di precipitazione. Secondo proiezioni recenti, l’intero sistema glaciale della montagna potrebbe scomparire entro il 2030.
Un’analisi satellitare pubblicata nel 2024 ha rilevato che il Monte Kenya conserva ormai solo il 4,2% della sua estensione glaciale originaria, mentre il Kilimangiaro e la catena del Rwenzori ne mantengono rispettivamente l’8,6% e il 5,8%. Il restringimento è attribuito principalmente alla riduzione delle nevicate, dovuta ai cambiamenti nelle temperature dell’Oceano Indiano, e all’aumento dell’ablazione glaciale causata dall’esposizione diretta ai raggi solari.
Sebbene i ghiacciai africani non costituiscano riserve idriche significative, la loro scomparsa avrà ripercussioni sugli ecosistemi locali e sulle risorse idriche montane.
