La situazione del morbillo in Usa fa registrare, secondo gli ultimi dati dei Cdc (Centers for Disease Control and Prevention), 208 casi confermati legati al focolaio tra Texas (198) e New Mexico (10), con anche due decessi. “Con l’avvicinarsi della stagione dei viaggi primaverili ed estivi negli Stati Uniti, diventa importante il ruolo che i medici e gli ufficiali della sanità pubblica svolgono nella prevenzione della diffusione del morbillo attraverso la vaccinazione. Dovrebbero essere vigili sui casi di malattia da eruzione cutanea con febbre che soddisfano la definizione di morbillo, in particolare nelle persone non vaccinate. Condividere poi le strategie efficaci di prevenzione del morbillo, tra cui le linee guida sulla vaccinazione per i viaggiatori internazionali”, sottolinea i Cdc.
“Quello che sta accadendo negli Usa ci deve preoccupare anche a noi in Italia, visto che il nostro Paese è nel 2024 secondo solo alla Romania come casi di morbillo in Europa. Lo scenario dei focolai in Texas non è così lontano dall’Italia, basta un viaggiatore positivo che arriva in Italia con l’aereo e il resto lo sappiamo. Non è una malattia banale, in un caso su 1000 è mortale, e insieme al Covid è attualmente la più contagiosa – spiega all’Adnkronos Salute l’epidemiologo Massimo Ciccozzi – Una dose di vaccino è efficace al 93%, con le due dose si arriva al 97%, parliamo di un vaccino sicuro, di vecchia generazione e senza effetti collaterali. I no-vax dovrebbero stare zitti”.
Non c’è solo il focolaio tra Texas e New Mexico, in Usa si sono registrati casi di morbillo in 12 località: Alaska, California, Florida, Georgia, Kentucky, New Jersey, New Mexico, New York City, Pennsylvania, Rhode Island, Texas e Washington.
