Navigare con la mente: il cervello usa gli stessi meccanismi per realtà e immaginazione

Un recente studio dell’University of California Los Angeles, pubblicato su Nature Human Behaviour, suggerisce che il nostro cervello utilizzi gli stessi meccanismi neurali sia per il movimento fisico che per la navigazione immaginaria. La ricerca, condotta da Martin Seeber e Nanthia Suthana, ha coinvolto cinque pazienti con epilessia, ai quali erano stati impiantati elettrodi nel lobo temporale per scopi clinici.

L’esperimento ha analizzato le oscillazioni theta, onde cerebrali dell’ippocampo già note per il loro ruolo nella memoria spaziale. I partecipanti sono stati sottoposti a test di navigazione sia nel mondo reale che in un ambiente immaginato, muovendosi fisicamente o simulando spostamenti su un tapis roulant. I risultati hanno mostrato schemi di attività cerebrale sorprendentemente simili in entrambi i contesti, suggerendo che il cervello utilizzi un framework neurale comune per realtà e immaginazione.

Gli studiosi hanno anche impiegato modelli predittivi per determinare la posizione dei partecipanti all’interno del percorso basandosi solo sui dati neurali, dimostrando la precisione del legame tra onde theta e orientamento spaziale. Questi risultati potrebbero avere implicazioni significative per la comprensione della memoria e della capacità di orientamento, aprendo la strada a nuovi studi sulle rappresentazioni mentali e sulla possibilità di migliorare le strategie di riabilitazione cognitiva.

Tuttavia, gli autori sottolineano la necessità di ulteriori ricerche su gruppi più ampi e diversificati per confermare questi dati preliminari. Se confermati, questi risultati potrebbero rivoluzionare la nostra comprensione del cervello, dimostrando quanto sia sottile il confine tra percezione e immaginazione.