Il Portogallo sta affrontando una delle peggiori ondate di maltempo dell’anno a causa della tempesta Martinho, che ha già causato quasi un migliaio di emergenze e almeno un ferito grave. Il fenomeno meteorologico è reso ancora più pericoloso dall’effetto Fujiwara, un’interazione tra sistemi ciclonici che sta aggravando la situazione con venti estremi, piogge abbondanti e rischio di alluvioni.
Registrati migliaia di incidenti e disagio in tutto il Paese. Una delle zone più colpite è la regione di Lisbona, dove rimane sospesa la circolazione sul ponte 25 Aprile, che collega le due sponde del Tago. Gli incidenti sono causati dalle piogge intense e dal forte vento. Attualmente lo stato di allerta rimane alto nel Nord, nei distretti di Oporto, Braga e Viana do Castelo. Nei dintorni di Arcos de Valdevez, dove il vento forte non era accompagnato dalla pioggia, sono esplosi anche 4 incendi, che nelle ore notturne sono arrivati a lambire il centro urbano.
Le origini della tempesta Martinho
La tempesta Martinho ha avuto origine nelle vicinanze della Groenlandia e si è rapidamente spostata verso Sud, raggiungendo l’Atlantico settentrionale. Qui, l’incontro tra aria fredda in quota e acque relativamente più calde ha favorito la formazione di intense depressioni atmosferiche. In questo scenario, si sono sviluppati più centri di bassa pressione, alcuni dei quali sono ora in fase di fusione con Martinho, amplificando la sua potenza.
Uno degli elementi chiave di questa evoluzione è l’effetto Fujiwara, un fenomeno descritto per la prima negli anni ’20. Quando 2 sistemi di bassa pressione si avvicinano abbastanza, possono iniziare a ruotare attorno a un punto comune, influenzandosi reciprocamente. In alcuni casi, possono persino fondersi in una tempesta più grande e intensa.
Questo effetto, più comune nei cicloni tropicali, si sta manifestando anche in questo contesto extratropicale, con 2 centri di bassa pressione coinvolti: uno situato a Nord dell’arcipelago di Madeira, con una pressione minima di 998 hPa, e l’altro a Ovest del Portogallo continentale, con un minimo di 989 hPa. L’interazione tra questi sistemi sta aumentando la velocità del vento e l’instabilità atmosferica.
Tempesta in Portogallo: venti fino a 130 km/h e piogge torrenziali
L’Autorità Nazionale di Protezione Civile (ANEPC) e l’Istituto Portoghese del Mare e dell’Atmosfera (IPMA) hanno emesso allerte arancioni e rosse per gran parte del territorio, con particolare attenzione alle regioni centrali e meridionali.
Ecco le principali criticità previste:
- Venti forti: le raffiche hanno già superato i 100 km/h in diverse aree e, nelle aree montuose, come la Serra da Estrela, potranno toccare i 130 km/h;
- Piogge intense: si prevedono accumuli superiori a 100 mm in 24 ore, con rischio di alluvioni;
- Mareggiata violenta: le coste atlantiche saranno colpite da onde alte fino a 6-8 metri, con rischio di erosione costiera e inondazioni nelle zone basse;
- Fenomeni estremi: sono attese tempeste di fulmini, possibilità di grandinate e, nelle aree più interne, downburst, ovvero violente raffiche discendenti di vento.
Le regioni più a rischio sono i distretti di Leiria, Santarém, Lisbona, Setúbal, Beja e Faro, dove gli effetti del vento e delle piogge potrebbero essere più devastanti.
Possibili alluvioni e disagi nei trasporti
Il comandante della Protezione Civile, Alexandre Penha, ha esortato la popolazione a evitare spostamenti non essenziali, specialmente nelle ore notturne e nelle prime ore del mattino, quando il rischio di inondazioni urbane e piene improvvise sarà più elevato. Le aree urbane potrebbero subire allagamenti per il sovraccarico dei sistemi di drenaggio, mentre nelle zone fluviali esiste il rischio che fiumi e torrenti escano dagli argini, in particolare nelle regioni centro-settentrionali. Il traffico ferroviario e stradale potrebbe essere interrotto a causa della caduta di alberi e detriti, con possibili disagi nei trasporti pubblici.
Rischio neve in montagna
Oltre ai venti e alle piogge, il calo delle temperature porterà un’ulteriore criticità: nevicate abbondanti nelle zone montuose. La quota neve scenderà fino a 1200-1400 metri, con possibili accumuli significativi sulla Serra da Estrela, che potrebbero rendere difficoltosa la viabilità.
Secondo le previsioni, la tempesta Martinho inizierà a perdere intensità nel fine settimana, spostandosi verso latitudini più elevate. Tuttavia, la circolazione atmosferica resterà attiva, con piogge e venti ancora moderati fino a domenica. A partire da lunedì, un anticiclone potrebbe riportare stabilità, anche se i modelli meteorologici suggeriscono la possibilità di nuove perturbazioni atlantiche nella prossima settimana.

