Il rame ha superato la soglia dei 10mila dollari a tonnellata, segnando un picco mai visto da ottobre, grazie agli effetti delle politiche commerciali di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha ordinato un’inchiesta sulle importazioni di rame, con l’obiettivo di imporre dazi sulle importazioni, provocando un aumento dei prezzi del metallo negli Stati Uniti. La richiesta di rame è aumentata, mentre i commercianti si sono affrettati a inviare il metallo verso l’America, riducendo così la disponibilità in altre aree del mondo.
Il prezzo del rame sulla London Metal Exchange (LME) è salito dello 0,6%, toccando i 10.046,50 dollari per tonnellata. Questo balzo dei prezzi è solo una parte delle ripercussioni della politica commerciale di Trump, che ha imposto dazi su acciaio e alluminio, e che ha minacciato nuove tariffe sulle importazioni a partire dal prossimo mese.
Le previsioni indicano che gli Stati Uniti potrebbero applicare dazi del 25% sulle importazioni di rame entro la fine del 2025. Le grandi aziende del settore, come Trafigura e Glencore, stanno diversificando le forniture, mandando il rame verso gli Stati Uniti, alimentando ulteriormente l’incertezza globale. Questo aumento dei prezzi è stato sostenuto anche da una domanda crescente nel settore delle energie rinnovabili e da una valuta dollaro più debole.


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