L’endometriosi è una patologia debilitante che colpisce oltre 3 milioni di donne in Italia e più di 150 milioni nel mondo. Nonostante il forte impatto sulla qualità della vita, questa malattia è spesso sottovalutata e diagnosticata con un ritardo medio di 7-10 anni. Uno studio dell’University College di Londra e dell’Università di Birmingham, pubblicato sul Journal of Pediatric & Adolescent Gynecology, ha evidenziato come il 64% delle giovani con dolore mestruale cronico soffra già di endometriosi senza saperlo.
Le conseguenze sono pesanti: dolore pelvico intenso, compromissione della fertilità nel 30% dei casi, depressione e limitazioni nella vita quotidiana. In media, le ragazze con endometriosi perdono fino a 19 giorni di scuola l’anno. Il problema è amplificato da una cultura che minimizza il dolore mestruale, spingendo molte donne a sopportare la sofferenza invece di cercare aiuto medico.
Una rivoluzione chirurgica per migliorare la qualità della vita
Quando le terapie farmacologiche falliscono, l’intervento chirurgico diventa l’unica opzione. Un’innovazione importante arriva dall’Irccs di Negrar, dove il professor Marcello Ceccaroni ha sviluppato la tecnica nerve-sparing, nota come Negrar Method. Questo approccio mini-invasivo permette di rimuovere i tessuti colpiti dall’endometriosi preservando le fibre nervose, riducendo così il rischio di complicanze post-operatorie dal 37% al 4%. L’Irccs di Negrar è oggi un centro di riferimento internazionale, con oltre 1.300 interventi all’anno e pazienti provenienti da tutto il mondo.


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