Scoperto il circuito cerebrale che porta a mangiare “per piacere”

I ricercatori hanno analizzato i circuiti cerebrali nei topi

Un recente studio condotto dalla McGill University e pubblicato su Science Advances ha identificato il ruolo chiave della dopamina nell’alimentazione edonistica, ovvero il consumo di cibo per piacere invece che per necessità fisiologica. I ricercatori, guidati da Zhenggang Zhu, hanno analizzato i circuiti cerebrali nei topi, scoprendo che specifici neuroni nell’area tegmentale ventrale (VTA) possono influenzare il comportamento alimentare.

Durante l’esperimento, gli scienziati hanno manipolato artificialmente l’attività dei neuroni dopaminergici (VTA DA). Un aumento della loro attività ha prolungato il pasto, mentre una loro inibizione ha ridotto il consumo senza influenzare l’inizio dell’alimentazione. Questo suggerisce che questi neuroni regolano dinamicamente la fase di consumo del cibo, contrastando i segnali di sazietà.

La ricerca ha anche evidenziato come la semaglutide, un farmaco agonista del GLP-1R usato contro l’obesità, possa temporaneamente sopprimere l’attività dei neuroni VTA DA. Tuttavia, dopo la perdita di peso, il desiderio di cibi appetibili è tornato, suggerendo che il circuito dopaminergico può prevalere sugli effetti del farmaco.

Questi risultati offrono nuove prospettive sul trattamento dell’obesità, evidenziando la necessità di strategie che tengano conto delle differenze individuali nella risposta ai farmaci. Gli studiosi sperano che future ricerche possano ampliare le opzioni terapeutiche per un numero maggiore di pazienti.