Il Sole si scatena, tempesta geomagnetica imminente

L’attività solare è in continua evoluzione e fenomeni come le tempeste geomagnetiche e i buchi coronali ci ricordano quanto la nostra stella possa influenzare la Terra

Secondo i previsori dello Space Weather Prediction Center (SWPC) della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration), oggi 26 marzo la Terra potrebbe essere investita da una tempesta geomagnetica di classe G2, un evento che potrebbe causare aurore polari e potenziali disturbi nelle comunicazioni satellitari e nei sistemi GPS. La causa di questa perturbazione è l’arrivo di una regione di interazione co-rotante (CIR), alimentata da un enorme buco coronale nella nostra stella.

Cosa sono esattamente le CIR, le tempeste geomagnetiche e i buchi coronali? Scopriamolo nel dettaglio.

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Le regioni di interazione co-rotante (CIR): il confine tra venti solari lenti e veloci

Le regioni di interazione co-rotante (CIR) sono aree di transizione tra 2 diversi tipi di vento solare: quello lento e quello veloce. Il Sole, infatti, non emette un flusso omogeneo di particelle cariche, ma presenta zone in cui il vento solare si muove più rapidamente rispetto ad altre.

Quando un flusso veloce incontra uno più lento, si crea una zona di compressione in cui il campo magnetico solare si intensifica, formando strutture simili a quelle delle espulsioni di massa coronale (CME). All’interno di queste regioni si generano onde d’urto, che possono trasferire grandi quantità di energia al campo magnetico terrestre quando raggiungono il nostro pianeta.

Tempeste geomagnetiche: quando il Sole sconvolge la magnetosfera terrestre

Una tempesta geomagnetica è un’alterazione temporanea del campo magnetico terrestre causata dall’interazione tra la magnetosfera e particelle cariche provenienti dal Sole. Queste tempeste vengono classificate su una scala che va da G1 (minima) a G5 (estrema).

Una tempesta di classe G2, come quella prevista tra il 25 e il 26 marzo, può provocare:

  • Aurore polari più intense del solito, visibili anche a latitudini più basse;
  • Interferenze nei sistemi GPS e nelle comunicazioni radio a onde corte;
  • Piccole variazioni nella rete elettrica, che in rari casi possono portare a disturbi nei trasformatori e nelle linee di trasmissione.

Le tempeste geomagnetiche più potenti possono persino danneggiare i satelliti e causare blackout elettrici, come avvenne nel 1989, quando una tempesta interruppe l’alimentazione elettrica in tutto il Québec (Canada).

Vento solare: il respiro carico di particelle del Sole

Il vento solare è un flusso costante di particelle cariche (principalmente protoni ed elettroni) che il Sole emette in tutte le direzioni. Questo vento si divide in:

  • Vento solare lento, con una velocità di circa 300-400 km/s;
  • Vento solare veloce, che può superare i 700 km/s.

Quando il vento solare interagisce con il campo magnetico terrestre, può trasferire energia alla magnetosfera e, in condizioni particolari, scatenare tempeste geomagnetiche.

Buchi coronali: le regioni oscure dell’atmosfera solare

I buchi coronali sono aree scure visibili nella corona solare (lo strato più esterno dell’atmosfera del Sole). In queste zone, il campo magnetico solare si apre nello Spazio, permettendo al vento solare di fuoriuscire a velocità molto elevate.

Questi buchi sono una delle principali fonti di vento solare veloce, e quando si trovano nella zona equatoriale del Sole, possono inviare getti di particelle direttamente verso la Terra.

La CIR che colpirà la Terra è proprio alimentato da un gigantesco buco coronale, il che aumenta le probabilità di una tempesta geomagnetica più intensa.

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Credit: Atmospheric Imaging Assembly (AIA) for the Solar Dynamics Observatory (SDO)

Il Sole non dorme mai

L’attività solare è in continua evoluzione e fenomeni come CIR, tempeste geomagnetiche e buchi coronali ci ricordano quanto la nostra stella possa influenzare la Terra, anche a milioni di km di distanza. Sebbene la tempesta geomagnetica prevista sia di intensità moderata (G2) e non rappresenti un pericolo, sarà interessante osservarne gli effetti, soprattutto per gli appassionati di aurore polari.