Spagna “zona di sacrificio”: ambientalisti contro i progetti minerari strategici UE

Le organizzazioni ecologiste hanno diffuso un comunicato in cui denunciano che le miniere in questione hanno alle spalle "una lunga storia di irregolarità"

Le associazioni ambientaliste Amigas de la Tierra, Ecologistas en Accion e Seo/BirdLife si sono schierate contro i sette progetti di estrazione mineraria scelti dalla Commissione Europea in Spagna come strategici con il supporto del governo iberico. Dopo la pubblicazione da parte della Commissione dell’elenco del Regolamento di Materie Prime Fondamentali per accelerare l’estrazione di minerali ritenuti strategici per la transizione energetica e digitale e l’industria – che include sei miniere in Spagna e un impianto di trattamento di rifiuti minerari – le organizzazioni ecologiste hanno diffuso un comunicato in cui denunciano che le miniere in questione hanno alle spalle “una lunga storia di irregolarità e cattive pratiche ambientali”.

E denunciano che la Spagna è stato il Paese europeo che ha presentato più programmi di estrazione – dieci in totale – a differenza di Germania, Italia e Francia, dove la maggior parte dei progetti presentati sono stati di sostituzione, riciclaggio o trattamento. Per cui denunciano il ruolo di “zona di sacrificio” attribuito alla penisola iberica dalla Commissione Europea; “l’opacità del governo spagnolo e dell’esecutivo comunitario durante il processo di selezione”; e “l’esclusione delle popolazioni potenzialmente colpite” dalle attività estrattive. I progetti prescelti potranno, infatti, essere considerati di interesse pubblico superiore, “indebolendo l’applicazione delle normative ambientali”, secondo gli ecologisti.