Bombe sulle macerie: la giunta militare in Myanmar continua a martellare le zone ribelli nonostante la distruzione causata proprio ieri dal terremoto di magnitudo 7,7 che ha ucciso almeno 1.644 persone. La denuncia viene dal Governo di unità nazionale (Nug) guidato dall’opposizione. Secondo il Nug, che controlla principalmente le aree periferiche del Paese, sette persone sono state uccise e altre sette sono rimaste ferite quando gli aerei della giunta hanno bombardato il villaggio di Naung Lin nello Stato di Shan.
Altri attacchi aerei hanno colpito il villaggio di Chiang Oo nella regione di Sagaing, epicentro del terremoto, e Naung Cho nello Shan. Anche l’agenzia di stampa birmana Shwe Phee Myay ha riferito ieri che diversi casi sono state distrutte in un villaggio nello Stato di Shan a causa dei bombardamenti dell’esercito in una zona controllata dal gruppo di guerriglieri dell’Esercito di liberazione nazionale Ta’ang. L’esercito ha dichiarato lo stato di emergenza nelle regioni di Sagaing, Mandalay, Magway, Shan, Naypyidaw (dove si trova l’omonima capitale) e Bago: le aree in cui più violenti sono gli scontri tra l’esercito ei gruppi di guerriglia delle minoranze etniche oi quelli pro-democrazia emersi dopo il colpo di stato del 2021. Sebbene i gruppi anti-giunta abbiano guadagnato territori, la giunta può contare sulla supremazia aerea grazie ai velivoli di fabbricazione cinese e russa.


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