Un nuovo evento alluvionale ha colpito la Toscana, il sesto in soli diciotto mesi, segnando un ulteriore episodio di precipitazioni estreme che confermano una tendenza sempre più evidente. Secondo il LAMMA Toscana, l’elemento distintivo di questa serie di fenomeni meteorologici non è soltanto l’eccezionale quantità di pioggia, ma anche la rapidità con cui le precipitazioni si concentrano e la loro insistenza sulle stesse aree, un pattern che amplifica i danni e rende il territorio sempre più vulnerabile.
Un aspetto particolarmente significativo è la frequenza di eventi estremi anche nei mesi più freddi, un’indicazione chiara di un surplus energetico dovuto a temperature dell’aria e della superficie marina costantemente superiori alle medie. Il maltempo che ha colpito la regione ha portato accumuli eccezionali, con quantitativi di pioggia nelle province di Livorno, Pisa e Firenze che, in alcune località, hanno raggiunto livelli comparabili a quelli registrati durante l’alluvione storica del 1966.
A Firenze Peretola, il 14 marzo sono caduti 105 mm di pioggia in un solo giorno, superando l’intera media mensile per marzo, mentre tra il 12 e il 14 marzo il cumulato ha raggiunto 163 mm. Ancora più impressionante il dato di Borgo San Lorenzo, dove il 14 marzo sono stati registrati 142 mm di pioggia, un valore superiore persino a quello del 3 novembre 1966, con un totale di 213 mm nei tre giorni di maltempo. Nella località di Vaglia, il cumulato ha toccato i 252 mm in 72 ore, un quantitativo vicino alla media attesa per un’intera stagione primaverile. Nella zona collinare del livornese, a Valle Benedetta, sono stati registrati 142 mm in un solo giorno, di cui ben 120 mm concentrati in sole quattro ore, mentre a San Miniato il totale giornaliero ha raggiunto i 110 mm, quasi equivalente ai 113 mm caduti durante l’alluvione del 3 novembre 1966.
L’intensità dell’evento alluvionale del 14 marzo è stata aggravata dal fatto che si è verificato dopo un periodo già caratterizzato da precipitazioni abbondanti. I mesi di gennaio e febbraio erano stati particolarmente piovosi, saturando il terreno e rendendolo meno capace di assorbire nuove precipitazioni. Alcune province hanno registrato accumuli pluviometrici senza precedenti, come a Firenze Peretola, dove tra il 1° gennaio e il 15 marzo si sono contati 411 mm di pioggia, il valore più alto mai osservato in questo periodo dal 1955. A Prato, nello stesso arco temporale, il totale è arrivato a 464 mm, secondo solo al 2014, mentre a Pistoia si sono misurati 634 mm, un valore vicino ai 669 mm del 1960. Nel Valdarno Medio e Inferiore, in soli due mesi e mezzo, è caduta la metà della pioggia attesa per un intero anno.
Dal punto di vista meteorologico, l’evento del 14 marzo ha mostrato una dinamica molto simile a quella del 2 novembre 2023, con due linee di precipitazioni stazionarie innescate da convergenze nei bassi strati e accompagnate da attività temporalesca. Questo schema atmosferico, sempre più frequente, conferma l’intensificazione di fenomeni estremi, con un impatto crescente sul territorio toscano.


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