Gulf South Pipeline Company ha sospeso le consegne di gas all’impianto Freeport LNG, in Texas, dopo che un fulmine ha danneggiato la conduttura. Lo riferisce l’agenzia Reuters, citando la società. Secondo il rapporto di Reuters, il fulmine ha spinto Gulf South Pipeline a dichiarare forza maggiore sulla conduttura, riducendo la fornitura a Freeport LNG a circa 450 milioni di piedi cubi al giorno. Secondo i dati di LSEG, il volume giornaliero previsto è di 1,8 miliardi di piedi cubi.
Il terminal Freeport LNG ha la capacità di elaborare 2,4 miliardi di piedi cubi al giorno di gas, con un minimo di 700 milioni di piedi cubi al giorno per treno di liquefazione, quando funziona a piena capacità.
Altre problematiche nel passato
Freeport LNG non è estraneo alle avversità: nel 2022 l’impianto è stato danneggiato da un incendio che lo costrinse a restare chiuso per un lungo periodo di tempo, proprio quando le importazioni di GNL dagli Stati Uniti stavano iniziando a guadagnare popolarità in Europa. Prima dell’incendio, Freeport esportava un quinto di tutte le spedizioni di gas liquefatto degli Stati Uniti in Europa. L’impianto è rimasto parzialmente offline fino a marzo 2023.
L’anno scorso, invece, Freeport LNG è stato chiuso per quasi un mese a luglio, prima dell’uragano Beryl, e dopo.
L’importanza di Freeport LNG
Da quando l’impianto di esportazione è diventato operativo per la prima volta, le sue esportazioni sono state cruciali per gli osservatori del mercato, che monitoravano la disponibilità globale di GNL a causa della capacità dell’impianto, che lo rende il terzo produttore di gas super refrigerato. Il GNL continua a godere di una forte domanda e di prospettive fortemente positive. L’ultimo segnale in tal senso è arrivato da Shell, il cui CEO Wael Sawan ha sottolineato il GNL come un fattore chiave di crescita per l’azienda. Shell prevede che entro il 2040 il consumo globale di GNL salirà del 60%.


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