Il 10 aprile 1912, il RMS Titanic lasciò il porto di Southampton in quello che sarebbe dovuto essere un trionfale viaggio inaugurale verso New York. Costruito dai cantieri navali Harland and Wolff di Belfast, il Titanic era considerato il massimo esempio di ingegneria navale del tempo: lungo 269 metri, con una stazza di oltre 46mila tonnellate, era il più grande e lussuoso transatlantico mai costruito. Progettato per garantire sicurezza e comfort senza precedenti, vantava tecnologie avanzate come paratie stagne e un doppio fondo, guadagnandosi la fama di “inaffondabile”.
A bordo vi erano oltre 2.200 persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio, rappresentanti di tutte le classi sociali: dagli emigranti in cerca di una nuova vita in America fino agli esponenti dell’élite mondiale. L’entusiasmo che accompagnò la partenza rifletteva l’ottimismo di un’epoca di progresso tecnologico e fiducia illimitata nelle capacità umane.
Tuttavia, come la storia tragicamente confermerà pochi giorni dopo, l’orgoglio per questa meraviglia della tecnica si sarebbe trasformato in uno dei disastri marittimi più celebri e discussi di sempre. La partenza del Titanic rimane, a oltre un secolo di distanza, un potente simbolo di ambizione, speranza e monito sulla fallibilità dell’uomo di fronte alla natura.


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