Il 29 aprile 1973 si è conclusa la breve vita della stazione spaziale sovietica Saljut 2, precipitata nell’atmosfera terrestre e andata distrutta. Lanciata solo pochi giorni prima, il 3 aprile, Saljut 2 rappresentava un importante passo nel programma spaziale dell’Unione Sovietica, destinato a consolidare la presenza umana nello spazio e a rivaleggiare con i progressi statunitensi del programma Skylab.
Tuttavia, a poche settimane dal lancio, problemi tecnici irrisolti hanno compromesso l’integrità della stazione. Secondo fonti sovietiche, un guasto improvviso al sistema di propulsione ha reso impossibile mantenere l’orbita, portando rapidamente Saljut 2 a una discesa incontrollata. Durante il rientro nell’atmosfera, l’intera struttura si è disintegrata, spargendo frammenti nello Spazio e in mare.
Nonostante la perdita, Saljut 2 ha fornito dati preziosi agli ingegneri sovietici, che hanno potuto analizzare le cause dell’incidente per migliorare le missioni successive. Il programma Saljut proseguirà, infatti, con nuove stazioni orbitanti che contribuiranno alla lunga storia delle esplorazioni spaziali sovietiche.


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