Accordo all’OMS sulla prevenzione e la lotta alle pandemie: i punti chiave

"Le nazioni del mondo hanno fatto la storia", ha dichiarato il direttore generale dell'OMS

Dopo oltre 3 anni di intense trattative, i Paesi membri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) hanno finalmente raggiunto un accordo epocale per rafforzare la prevenzione e la risposta alle future pandemie. Il testo, approvato all’unanimità e ora pronto per essere sottoposto all’Assemblea mondiale della sanità a maggio, mira a evitare il ripetersi degli errori commessi durante la devastante crisi del Covid-19.

Le nazioni del mondo hanno fatto la storia“, ha dichiarato con enfasi il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, sottolineando come questo accordo generazionale dimostri che, nonostante le divisioni globali, la cooperazione multilaterale è ancora possibile di fronte a minacce comuni come l’influenza aviaria H5N1, il morbillo, l’MPox e l’Ebola.

Al centro dell’intesa, un “Sistema di accesso ai patogeni e condivisione dei benefici” (Pabs) che promette una rapida condivisione dei dati sui patogeni emergenti con le aziende farmaceutiche, accelerando lo sviluppo di vaccini e test. Un punto cruciale, questo, che ha visto i Paesi in via di sviluppo esprimere forti preoccupazioni sull’equità di accesso ai contromisure mediche, memori delle difficoltà incontrate durante la pandemia di Covid-19. L’accordo prevede ora che i produttori mettano rapidamente a disposizione dell’OMS il 20% dei prodotti sanitari pandemici, con una quota minima del 10% donata e il resto offerto a prezzi accessibili.

Un altro nodo cruciale affrontato è stato il trasferimento tecnologico e del know-how necessario per la produzione di farmaci e vaccini, specialmente verso i Paesi più vulnerabili. Il testo stabilisce che tali trasferimenti avverranno a condizioni “concordate reciprocamente” e promuove l’uso di incentivi e accordi di licenza.

L’accordo invita inoltre i Paesi a rafforzare le proprie capacità di prevenzione e sorveglianza, sviluppando piani nazionali robusti che includano vaccinazioni di routine, gestione dei rischi biologici e contrasto all’antibiotico-resistenza. Si punta anche a una distribuzione geografica più equa della produzione di prodotti sanitari e alla creazione di una rete globale per la catena di approvvigionamento e la logistica, al fine di garantire un accesso tempestivo ed equo durante le emergenze pandemiche.