Allarme in Thailandia, la terra sprofonda: enormi voragini dopo il devastante terremoto in Myanmar | FOTO

I sinkhole si sono formati in prossimità della faglia attiva di Mae Hong Son

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A pochi giorni dal violento terremoto che ha colpito il Myanmar (28 marzo), nuove preoccupazioni emergono anche in Thailandia, dove sono state individuate 6 voragini (sinkhole) nel villaggio di Ban Mae Surin, nel distretto di Khun Yuam, provincia di Mae Hong Son. Queste voragini, con diametri compresi tra i 2 e i 30 metri, si sono formate in prossimità della faglia attiva di Mae Hong Son e risultano allineate lungo un asse Nord/Sud, coerenti con le dinamiche geologiche della regione. Secondo le autorità locali, questi sinkhole sono una conseguenza diretta delle forti vibrazioni sismiche generate dal sisma di magnitudo 7.7 che ha devastato vaste aree del Myanmar, causando circa 4.000 vittime e il crollo di numerosi edifici.

Il suolo interessato dai cedimenti è composto da uno strato di argilla mescolata a sabbia, una combinazione che, insieme alla saturazione d’acqua, conferisce all’acqua stagnante nei sinkhole un aspetto torbido. La forma conica delle bocche suggerisce un collasso verticale del terreno verso vuoti sotterranei preesistenti, fenomeno tipico in aree caratterizzate da sottosuoli carsici o soggetti a forti sollecitazioni telluriche.

Il terremoto ha fatto sentire la sua forza ben oltre i confini birmani: le scosse sono state avvertite fino ad Hanoi, in Vietnam, e perfino nella capitale thailandese Bangkok, dove il crollo di un grattacielo in costruzione ha provocato la morte di decine di operai.

In risposta alla comparsa dei sinkhole, le autorità thailandesi hanno esortato gli abitanti della zona a delimitare le aree interessate con recinzioni e cartelli, per prevenire ulteriori tragedie.