Tra la giornata odierna e giovedì 17 aprile, l’Italia settentrionale si troverà al centro di un severo peggioramento delle condizioni meteo. L’approfondimento di un vortice ciclonico tra la Corsica e il Mar Ligure sta già determinando una fase di marcato maltempo, che coinvolgerà progressivamente tutte le regioni settentrionali con precipitazioni intense, raffiche di vento e condizioni marine avverse.
L’evoluzione sinottica: una perturbazione strutturata e attiva
Il sistema depressionario in transito sul Mediterraneo occidentale ha dato origine a un fronte instabile ben organizzato. Fin dalle prime ore della giornata odierna, le prime avvisaglie del peggioramento hanno interessato Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, estendendosi poi rapidamente alla Sardegna. Con il passare delle ore, il maltempo raggiungerà anche la Lombardia, l’Emilia-Romagna e il Triveneto, coinvolgendo gradualmente tutto l’arco alpino e la pianura Padana.

Il caso del Veneto: piogge e vento in rinforzo
Il Veneto si appresta ad affrontare una fase particolarmente dinamica sul piano meteorologico. Tra il tardo pomeriggio di oggi e la giornata di giovedì 17 aprile, è attesa una nuova intensificazione dell’instabilità, con fenomeni più diffusi e localmente abbondanti soprattutto nelle aree montane e pedemontane. Le precipitazioni potranno assumere carattere di rovescio o temporale, con una distribuzione irregolare ma a tratti intensa.

A rendere più complesso il quadro contribuiranno i venti: in quota, rinforzi da sud-est fino a intensità forti, con raffiche sostenute anche in pianura e lungo la fascia costiera, dove la ventilazione orientale potrà generare condizioni di mare molto mosso, con ripercussioni anche sulla navigabilità e le attività portuali.
Analisi previsionale: dettaglio giornaliero
Mercoledì 16 aprile – Transizione verso il peggioramento
- Cielo e visibilità: Alternanza di nuvolosità diffusa, specie nelle zone interne e montuose, con qualche schiarita più ampia sulla bassa pianura e lungo la costa.
- Precipitazioni: Irregolari ma presenti in più momenti della giornata. Possibili rovesci e isolati temporali. Non si escludono accumuli significativi, seppur localizzati. Neve oltre i 2500 m.
- Temperature: Minime quasi invariate, massime in calo sulle province centro-meridionali, stabili o in lieve rialzo altrove.
- Venti: Moderati o tesi da sud-est in quota, in rinforzo nelle ore centrali. In pianura orientali, da moderati a forti, più intensi lungo il litorale. Variabili nelle valli interne.
- Mare: Generalmente mosso, con tendenza a molto mosso entro sera.
Giovedì 17 aprile – Fase clou dell’instabilità
- Cielo: Prevalentemente coperto con temporanee e brevi aperture.
- Precipitazioni: Estese, anche a carattere temporalesco. Maggiore intensità su zone montane e alta pianura. Neve in calo fino ai 1900-2000 metri.
- Temperature: Massime soggette a variazioni contenute; minime in calo serale soprattutto in quota.
- Venti: Ancora forti in quota da sud-est al mattino, poi in attenuazione. In pianura orientali, da tesi a deboli in serata.
- Mare: Ancora molto mosso, con lenta attenuazione del moto ondoso dal pomeriggio.

Focus Venezia: torna l’acqua alta
Le condizioni meteo e marine previste hanno già favorito un primo innalzamento del livello marino in Laguna. I dati ufficiali del Centro Maree del Comune di Venezia confermano una fase di marea sostenuta e molto sostenuta, con episodi di acqua alta già in corso.
Livelli previsti
- Mercoledì 16 aprile: picco previsto a 90 cm, con impatti contenuti (circa il 2% della viabilità pedonale allagata).
- Giovedì 17 aprile:
- Ore 00:30: previsto picco massimo di 120 cm, che comporterà l’allagamento di circa il 28% della città storica.
- Ore 14:25: nuovo picco previsto di 100 cm, con una copertura del 5% delle superfici pedonali.
- Venerdì 18 aprile: persiste una condizione di marea elevata, con probabile nuova acqua alta.
Le cause dell’acqua alta: un fenomeno complesso e multifattoriale
Il fenomeno dell’acqua alta a Venezia è il risultato di una combinazione di fattori naturali, atmosferici e legati all’impatto dell’attività umana. È dunque necessario andare oltre la semplice spiegazione meteorologica per comprenderne la complessità.
1. Fattori geofisici e meteorologici
- Morfologia dell’Adriatico: La particolare conformazione lunga e chiusa del mare Adriatico facilita l’insorgenza della “sessa”, un’oscillazione naturale del livello marino che amplifica gli effetti delle maree.
- Venti: Lo scirocco e, in misura minore, la bora spingono le acque verso la laguna. Quando persistenti, ostacolano il deflusso, provocando un innalzamento dei livelli.
- Bassa pressione: La depressione atmosferica riduce la pressione sul mare, favorendo un ulteriore innalzamento del livello idrico.
2. Fattori astronomici
Le maree lunari e solari, sebbene più contenute rispetto a quelle oceaniche, diventano significative se combinate con perturbazioni e venti favorevoli all’accumulo d’acqua in laguna, in particolare durante pleniluni e noviluni.
3. Fattori antropici
- Subsidenza: L’abbassamento naturale del terreno veneziano è stato accelerato dalle attività industriali del secolo scorso. In poco più di un secolo, Venezia ha perso quasi 23 cm rispetto al livello marino.
- Eustatismo: L’innalzamento globale del livello del mare, legato al riscaldamento climatico, ha reso più frequenti e gravi gli episodi di acqua alta.
- Modificazioni della laguna: Opere infrastrutturali come il Porto Marghera e i canali navigabili hanno alterato l’equilibrio idraulico della laguna, riducendone la capacità naturale di difesa dalle alte maree.


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