Alluvione Toscana, 370 frane censite nel Mugello: “accelerare su interventi e ristori”

Il 70% degli eventi di dissesto sono stati censiti tra Vicchio e Marradi

Sono 370 le frane e gli smottamenti censiti dagli agricoltori in tutto il Mugello, ora sollevati dall’atteso annuncio del riconoscimento di stato di calamità naturale da parte del Governo che ha messo sul tavolo circa 63 milioni di euro per rispondere all’emergenza. Il 70% degli eventi di dissesto sono stati censiti tra Vicchio e Marradi, che sono ancora una volta tra i comuni più feriti dall’alluvione dello scorso marzo, la seconda dopo quella del maggio 2023. A fornire una fotografia puntuale dello stato di salute del territorio mugellano è Coldiretti Firenze, che ha coinvolto le imprese agricole nella conta dei movimenti franosi innescati dall’enorme quantità di pioggia caduta in un lasso di tempo molto breve.

“Il riconoscimento, annunciato dal Ministro Musumeci nelle scorse ore, dello stato di emergenza nazionale per la Toscana era atteso dagli enti locali e dalle imprese danneggiate. Lo stanziamento annunciato è di 63 milioni di euro complessivi – spiega Coldiretti Firenze – Ci sarà molto da fare per tornare alla normalità; le imprese sono al lavoro senza sosta per ripristinare i luoghi delle frane e le aree delle coltivazioni colpite”.

Il quadro resta critico

Resta critico il quadro post-alluvione nel Mugello, come evidenzia la mappatura di Coldiretti Firenze. I cedimenti del suolo hanno danneggiato e compromesso la viabilità principale e quella interpoderale che permette l’accesso alle aziende e alle strutture limitando o impedendo la piena attività. Moltissime delle segnalazioni raccolte da Coldiretti interessano i pascoli e i terreni destinati ai seminativi, dove non si potrà né seminare né raccogliere, così come i castagneti: coltivazioni che per il Mugello sono come il vino per le colline del Chianti.

A preoccupare la principale organizzazione agricola, da subito in pista per stare al fianco delle imprese, sono le tempistiche per ripristinare le infrastrutture viarie e di assegnazione dei ristori per aiutare le imprese a ripartire rapidamente. Il timore principale manifestato da Coldiretti, anche nelle recenti occasioni di incontro con il Presidente Giani e il vicepresidente Saccardi, è quello di un indebolimento economico e sociale del territorio: una fragilità ritenuta l’anticamera per lo spopolamento che andrebbe al contrario contrastato. Con 1.500 imprese agricole, il Mugello, nel suo insieme, è un’area agricola interna tra le più importanti della Toscana: una impresa su cinque a livello provinciale si trova qui.