“Lunga” e “intensa” deposizione come testimone in sede giudiziaria della delegata del governo spagnolo presso la Comunità Valenciana (cioè il prefetto), Pilar Bernabé, in riferimento alla tragica alluvione che ha devastato la zona il 29 ottobre 2024. Come riportato dai media iberici, la dichiarazione è durata “quasi sette ore” ed è stata incentrata innanzitutto sulla ricostruzione della gestione delle primissime ore dell’emergenza: tra gli obiettivi prioritari del giudice che sta curando l’inchiesta, infatti, c’è proprio quello di comprendere se almeno una parte delle almeno 227 vittime causate dalla catastrofe potessero essere evitate e se siano quindi attribuibili responsabilità penali. Al momento, sul registro degli indagati figurano l’allora assessore regionale alla Giustizia e agli Interni, Salomé Pradas, e il suo vice Emilio Argüeso, in quanto rappresentanti dell’autorità competente in protezione civile in quel caso, il governo della Comunità autonoma di Valencia, in mano al Partito Popolare.
Dopo la deposizione in aula, Bernabé, che è esponente del Partito Socialista, ha detto ai giornalisti di aver “cercato di rispondere” a tutte le parti, sostenendo di aver ribadito “molte cose già dette in questi quasi sei mesi“: tra queste, la convinzione che “il principale problema” sia stato che la riunione dei servizi d’emergenza per coordinare i primi interventi in aiuto agli alluvionati “si tenne troppo tardi” e che “se fosse stata anticipata, probabilmente moltissime cose sarebbero andate diversamente“.


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