Le barriere coralline del pianeta stanno affrontando la più grave crisi della loro storia, spinte in un “territorio inesplorato” dal peggior evento di sbiancamento globale mai documentato, ancora in corso dal gennaio 2023. Secondo i dati del programma statunitense Coral Reef Watch, oltre l’84% delle barriere coralline del mondo è stato esposto a livelli di calore marino sufficienti a causare lo sbiancamento dei coralli.
Le barriere, spesso definite le “foreste pluviali del mare” per la loro straordinaria biodiversità, stanno subendo gravi danni in tutti gli oceani principali: Pacifico, Atlantico e Indiano. L’attuale evento ha superato in intensità e portata i precedenti del 2014-2017 e del 1998, colpendo anche aree precedentemente ritenute rifugi climatici come Raja Ampat e il Golfo di Eilat.
Anche zone protette e patrimoni dell’umanità, come la Grande Barriera Corallina australiana e il parco iSimangaliso in Sudafrica, sono state duramente colpite. Lo sbiancamento ripetuto sta mettendo a rischio non solo gli ecosistemi marini, ma anche le comunità costiere che da essi dipendono per cibo, turismo e protezione costiera.



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