Non sono solo le mutazioni che insorgono nelle cellule malate a determinare il destino di un tumore: anche il DNA ereditato alla nascita gioca un ruolo cruciale, finora sottovalutato. A dimostrarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Cell da un team di ricercatori della Scuola di Medicina Icahn al Mount Sinai, che ha analizzato i dati genetici di oltre 1.000 pazienti affetti da dieci diversi tipi di cancro.
La ricerca evidenzia come le varianti genetiche ereditate influenzino non solo la formazione del tumore, ma anche la sua evoluzione e la risposta ai trattamenti. Questo approccio segna un passo deciso verso una medicina di precisione più completa, capace di personalizzare le terapie non solo in base al profilo genetico del tumore, ma considerando l’intero patrimonio genetico del paziente.
Attraverso una sofisticata tecnica di peptidomica di precisione, gli scienziati hanno mappato oltre 330mila varianti genetiche che influenzano la struttura e la funzione delle proteine tumorali. Nonostante i promettenti risultati, i dati provengono in gran parte da individui di origine europea. Gli autori sottolineano dunque l’urgenza di estendere lo studio ad altre popolazioni per garantire terapie davvero universali ed efficaci.



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