Aviaria, guida OMS per la sorveglianza globale dei casi umani: “obiettivo risposta rapida”

Il rilevamento di casi umani deve essere rapido, va monitorata "l'incidenza di nuovi casi nel tempo" e la "distribuzione geografica"

Alzare la guardia contro i virus dell’influenza aviaria. Lo chiede l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che in questi giorni ha lanciato una guida per la sorveglianza globale dei virus dell’influenza aviaria A H5 (compreso H5N1) per rilevare eventuali patogeni della famiglia che infettino l’uomo. Obiettivo: “innescare rapidamente azioni di controllo e risposta per la salute pubblica; valutare tendenze e rischi (incluso il rischio di una pandemia) e informare le attività globali di preparazione a una pandemia“, si elenca nel documento rilanciato anche via social dall’esperta dall’agenzia ONU per la salute, Maria Van Kerkhove, direttrice ad interim del Dipartimento Epidemic and Pandemic Threat Management.

Le infezioni umane causate dai virus H5 vanno intercettate e seguite, insomma, e tutti i virus di questo gruppo che contagiano l’uomo vanno rilevati e caratterizzati. Il rilevamento di casi umani deve essere rapido, va monitorata “l’incidenza di nuovi casi nel tempo” e la “distribuzione geografica“, e serve valutare e monitorare “i cambiamenti nei modelli di trasmissione per rilevare tempestivamente eventuali eventi insoliti che potrebbero segnalare la trasmissione del virus da uomo a uomo“, continua l’OMS nella guida. Così come sono da seguire i cambiamenti in tutti i virus influenzali A H5 che infettano gli esseri umani rispetto a quelli che circolano negli animali per informare le strategie di controllo, la descrizione della presentazione clinica della malattia e l’identificazione dei fattori di rischio per l’infezione e degli esiti gravi.

Inoltre, “è essenziale una stretta collaborazione con i settori della salute animale e dell’ambiente per comprendere l’entità del rischio di esposizione umana, per potenziare le attività di sorveglianza e di individuazione dei casi e per prevenire e controllare la diffusione dei virus dell’influenza A negli animali”.

L’OMS ricorda poi che, ai sensi del Regolamento sanitario internazionale, gli Stati “sono tenuti a notificare all’Oms entro 24 ore qualsiasi caso di influenza umana confermato in laboratorio causato da un nuovo sottotipo”. È stato, infatti, “stabilito che l’infezione umana causata da un nuovo sottotipo è insolita o inaspettata e potrebbe avere gravi ripercussioni sulla salute pubblica. Per questo motivo, anche un singolo caso umano con un nuovo sottotipo di influenza che soddisfa la definizione di caso dell’OMS deve essere sempre notificato immediatamente, indipendentemente dal contesto in cui si verifica”.