Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez è finito sotto pressione politica dopo il vasto blackout che ha colpito la Spagna all’inizio della settimana. Secondo alcune notizie la recente interruzione della rete elettrica nazionale sarebbe stata causata da un eccesso di energia solare immessa nel sistema, con conseguenti difficoltà nel bilanciare la produzione con la domanda effettiva dei consumi. Il problema principale, spiegano, sarebbe legato alla scarsa “inerzia” presente in rete al momento del blackout. L’inerzia contribuisce a mantenere stabile la rete elettrica limitando la rapidità con cui cambia la frequenza in caso di improvvise variazioni nella domanda o nella produzione di energia.
Le autorità, però, hanno escluso che l’energia solare – o le fonti rinnovabili in generale – siano responsabili dell’interruzione. Il gestore della rete, Red Eléctrica de España (REE), ha riferito che il blackout – durato diversi minuti ma con gravi conseguenze su scala nazionale – è stato causato da una “forte oscillazione di potenza” che ha provocato la disconnessione della Spagna dalla rete elettrica europea. In particolare, si è verificata una perdita di circa 15 gigawatt in pochi secondi, una cifra pari al 60% della domanda elettrica del Paese in quel momento.
Durante una conferenza stampa, il segretario di Stato per l’energia, Sara Aagesen, ha dichiarato che “non è stata l’energia solare a causare il blackout”. Il governo spagnolo ha promesso maggiore trasparenza sull’accaduto, anche in risposta alla crescente pressione dell’opposizione che chiede spiegazioni urgenti e azioni concrete.
Le energie rinnovabili
Il blackout ha riacceso il dibattito pubblico sull’affidabilità delle energie rinnovabili e sullo stato della rete elettrica spagnola, in un momento in cui il Paese punta con decisione verso la transizione energetica. La Spagna è uno dei leader europei nell’uso delle rinnovabili, in particolare del solare, che nei giorni scorsi copriva circa il 40% della produzione elettrica nazionale.
Red Eléctrica ha aggiunto che, nonostante la natura senza precedenti dell’evento, il sistema ha “risposto come previsto”, isolando il problema e permettendo un rapido ripristino dell’energia. Intanto, mentre gli operatori e il governo cercano di individuare con precisione le cause tecniche, il blackout ha già innescato un acceso confronto politico e una riflessione sulla resilienza delle infrastrutture energetiche in vista di un futuro sempre più dipendente da fonti rinnovabili.


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