La Spagna ha ufficialmente ripristinato la fornitura elettrica su tutto il territorio iberico, ponendo fine al colossale blackout che lunedì ha paralizzato buona parte del Paese. L’operatore nazionale Rete Elettrica ha confermato il ritorno alla piena operatività, inclusa la riattivazione della rete ferroviaria, con l’eccezione della linea regionale R3 dei Rodalies in Catalogna, ancora sospesa.
La Gazzetta Ufficiale ha annunciato oggi la revoca dello stato di emergenza in 6 delle 8 regioni che avevano attivato il livello massimo di allerta, mantenuto solo in Estremadura e Madrid. Intanto, il governo guidato da Pedro Sanchez ha convocato una nuova riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza nazionale e istituito una commissione interna per far luce sulle cause del crollo del sistema elettrico.
L’origine del blackout è al centro di un acceso dibattito tecnico e politico. Secondo l’operatore, il guasto sarebbe partito da un’improvvisa interruzione degli impianti fotovoltaici nel Sud/Ovest, innescando un effetto domino. Il patronato dell’energia solare Unef ha però smentito qualsiasi disconnessione volontaria, accusando l’operatore stesso di averli scollegati.
Nel frattempo, l’Audiencia Nacional ha aperto un’inchiesta per valutare l’ipotesi di un cyberattacco, senza escludere scenari legati alla sicurezza nazionale. Sullo sfondo, si intensificano le polemiche: Sanchez ha sollevato dubbi sulle responsabilità degli operatori privati, mentre l’opposizione di destra accusa il governo di trascurare il ruolo dell’energia nucleare. Il premier ha risposto duramente: “Chi collega questo incidente alla mancanza di energia nucleare mente o dimostra la propria ignoranza“.


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