Due studi indipendenti pubblicati su Nature confermano che le cellule staminali possono essere utilizzate in sicurezza nel trattamento della malattia di Parkinson. La ricerca è stata condotta dalla Facoltà di Medicina dell’Università di Kyoto e dal Memorial Sloan Kettering Cancer Center, con risultati incoraggianti in termini di tollerabilità e potenziale efficacia. Nel primo studio, il team guidato da Ryosuke e Jun Takahashi ha trapiantato progenitori dopaminergici derivati da cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC) in sei pazienti di età compresa tra i 50 e i 69 anni. Dopo 24 mesi, non sono stati registrati eventi avversi gravi. Le cellule trapiantate hanno prodotto dopamina senza sviluppare tumori o crescite anomale. In quattro pazienti si è anche osservata una riduzione dei sintomi motori, sebbene con variazioni contenute.
Nel secondo studio, coordinato da Viviane Tabar, 12 pazienti hanno ricevuto il trapianto di bemdaneprocel, un prodotto derivato da cellule staminali embrionali umane. Anche in questo caso, la terapia è risultata sicura e ben tollerata, con miglioramenti motori in entrambi i gruppi (a dosaggio basso e alto), seppur non omogenei.
“Le ridotte dimensioni della coorte costituiscono sicuramente un potenziale limite di questi lavori, ma il fatto che entrambi gli studi evidenzino una possibile efficacia rappresenta un passo importante verso l’affermazione di questa terapia cellulare contro il Parkinson”, osserva Hideyuki Okano dell’Università Keio.


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