“Un suicidio uscire dai combustibili fossili, che fanno bene all’umanità. Certa scienza fa politica, spero in Trump“: è il pensiero le parole del fisico William Happer, professore emerito di Princeton e figura di spicco tra gli studiosi del cambiamento climatico, in una recente intervista rilasciata al professor Franco Battaglia (docente di chimica fisica all’Università di Modena, tra i massimi esperti in Italia di questioni climatiche e ambientali) per il quotidiano La Verità.
Nell’articolo intitolato “L’allarmismo sul clima è soltanto una truffa. Con il Green moriamo”, Happer esprime con forza il suo scetticismo riguardo alla narrazione dominante sulla crisi climatica, sostenendo che l’aumento di anidride carbonica non sarebbe la causa principale del riscaldamento e i modelli climatici attuali “hanno enormi problemi: la maggior parte di essi non significa nulla“.
Il fisico critica aspramente le politiche di decarbonizzazione, definendole un “suicidio“. “La CO₂ atmosferica è alla base della vita sulla Terra. Viviamo perché le piante sono in grado di utilizzare l’energia della luce solare per trasformare chimicamente l’anidride carbonica e l’acqua in ossigeno e zucchero, la molecola organica fondamentale della vita. Dovremmo quindi essere tutti molto grati alla CO₂: senza di essa la vita morirebbe. Nel passato geologico essa fu anche cinque volte più abbondante di oggi, e la vita fioriva rigogliosa. Il clima non è molto sensibile all’anidride carbonica, perché rispetto all’effetto serra essa è praticamente già saturata, per usare un termine tecnico. Se raddoppiamo l’anidride carbonica, l’aumento di temperatura risultante sarà probabilmente meno di 1°C“, ha spiegato l’esperto.
Interrogato sulle previsioni catastrofiche legate al cambiamento climatico, Happer le liquida: “Se si guardano i dati, non c’è la minima prova che oggi ci sia un clima più estremo rispetto a 100 anni fa. Nel mio Paese, ad esempio, il clima peggiore del secolo scorso è stato quello degli anni Trenta: un periodo terribile, con la gente che migrava dal l’Oklahoma alla California per sopravvivere. Da allora non abbiamo avuto nulla di simile“.
Il prof Battaglia chiede dunque se definirebbe l’allarmismo climatico una truffa o una bufala. “Non è una distinzione molto importante. Tuttavia, credo che una buona bufala abbia il sapore di uno scherzo e ha una certa dose di umorismo. Una truffa è diversa. Si ha truffa quando si ingannano le persone per ottenere denaro o potere. Credo che ciò che sta accadendo con il clima possa ben qualificarsi più truffa che bufala. Si tratta di trilioni di dollari, riversati nella transizione energetica motivata dalla necessità di combattere il cambiamento climatico che, a sua volta, è attribuito all’uso dei combustibili fossili“, spiega Happer.
L’intervista pubblicata su La Verità riapre dunque il dibattito sulle cause e le conseguenze del cambiamento climatico, dando voce a posizioni che contestano il consenso scientifico attuale.


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