Clima, Sicilia divisa tra piogge record a est e siccità persistente a ovest

I dati SIAS di fine marzo confermano: surplus idrico sullo Ionio, ma preoccupano gli invasi vuoti e la carenza d’acqua nel Trapanese e Palermitano

La Sicilia chiude il mese di marzo con un quadro idroclimatico a due velocità: se da un lato le abbondanti precipitazioni hanno consolidato un surplus idrico evidente sulla fascia ionica, dall’altro persistono segnali di siccità nelle aree centro-occidentali dell’isola, dove le piogge sono state scarse e le riserve idriche restano al di sotto della media. Secondo i dati aggiornati della rete SIAS (Servizio Informativo Agrometeorologico Siciliano), le piogge registrate nel primo trimestre del 2025 – e in particolare nel mese di marzo – hanno contribuito a rafforzare la disponibilità idrica nel comparto orientale, in particolare lungo le coste ioniche. In quest’area si osservano condizioni di umidità diffusa, favorite da precipitazioni frequenti ma non particolarmente intense, che hanno permesso al suolo di assorbire e trattenere l’acqua in modo efficace, senza determinare fenomeni estremi diffusi, eccezion fatta per alcuni dissesti isolati nel Messinese.

Piogge Sicilia 12 mesi

Tuttavia, lo scenario cambia nettamente spostandosi verso ovest. Le precipitazioni in questo settore sono rimaste modeste, lasciando invariato il deficit accumulato negli ultimi mesi e anni. Una condizione che, pur non avendo ancora causato danni visibili alle colture invernali, potrebbe compromettere la disponibilità irrigua nei mesi caldi, a causa del basso riempimento di alcuni invasi strategici.

Gli indici SPI confermano il divario tra Est e Ovest

L’analisi dettagliata degli indici SPI (Standardized Precipitation Index) evidenzia con chiarezza le differenze regionali:

  • SPI a 3 mesi: sulla costa ionica prevalgono aree in stato di umidità moderata o severa, con valori compresi tra +1 e +2. Al contrario, sul settore centro-occidentale si osserva una lieve flessione degli indici, ma senza che emergano situazioni di siccità significativa.
  • SPI a 6 mesi: l’umidità moderata si mantiene sulla fascia ionica, anche se in modo più circoscritto rispetto al trimestre precedente. Una novità è la comparsa di un’area in stato di siccità moderata nel Palermitano orientale, con valori tra -1 e -1,5.
  • SPI a 12 mesi: la stessa area palermitana mostra un’estensione leggermente maggiore della siccità moderata. Nel frattempo, l’indice migliora sulla Sicilia orientale, dove la situazione idrica a medio termine torna in equilibrio.
  • SPI a 24 mesi: si conferma la tendenza positiva a est, con la scomparsa delle sacche di siccità severa (tra -1,5 e -2). Tuttavia, persistono condizioni di siccità moderata su alcune zone del Ragusano, Piana di Catania e del versante ovest dell’Etna. A preoccupare è l’espansione delle aree critiche sul Trapanese e sul Palermitano occidentale.
  • SPI a 48 mesi: la fotografia a lungo termine rivela una distribuzione irregolare, con segnali di miglioramento ad est e una nuova contrazione degli indici sull’ovest. In diverse zone del Palermitano e del Trapanese permangono condizioni di siccità moderata o severa.

Sguardo al futuro: la sfida della gestione idrica

Sebbene la prima parte del 2025 abbia portato benefici significativi ad alcune aree della Sicilia, il quadro regionale resta ancora fragile e sbilanciato. La differenza tra est e ovest si fa sempre più marcata e potrebbe avere un impatto diretto non solo sulla gestione delle risorse idriche, ma anche sulle rese agricole e sulla pianificazione dell’irrigazione nei mesi estivi.

Serve dunque un approccio mirato e differenziato: nelle aree orientali si può puntare su un uso efficiente dell’acqua disponibile, consolidando il recupero idrico in atto; mentre nelle province occidentali sarà fondamentale attivare strategie di emergenza, rafforzare la raccolta delle acque meteoriche e monitorare da vicino lo stato degli invasi.

La variabilità climatica osservata in Sicilia – che in un solo mese ha visto convivere surplus e siccità – conferma quanto sia importante investire in strumenti di previsione avanzata, agricoltura resiliente e infrastrutture idriche moderne.