Conclave alle porte, inizia la settimana decisiva per una tradizione secolare

Tutti gli occhi sono puntati sulla Cappella Sistina, scrigno di storia e di futuro

Si apre una settimana decisiva per la Chiesa cattolica. Riprenderanno ufficialmente le Congregazioni generali dei cardinali, primo passo verso l’attesissimo Conclave che dovrà eleggere il successore di Papa Francesco. Al centro delle discussioni, la definizione della data di inizio della clausura nella Cappella Sistina. Le regole prevedono che il Conclave si apra tra il 15° e il 20° giorno dalla morte del Pontefice, fissando così il termine ultimo al 10 maggio, con la prima data utile già il 5. Tuttavia, fonti vicine al Collegio cardinalizio lasciano intendere che già domani si potrebbe sciogliere il nodo, stabilendo una data certa per l’inizio delle votazioni.

Un precedente significativo potrebbe accelerare il processo: la norma introdotta da Benedetto XVI consente infatti di anticipare il Conclave, qualora tutti i cardinali elettori siano presenti a Roma e tutte le questioni preliminari siano risolte.

Conclave: origini e tradizione di 8 secoli

La parola “conclave”, che oggi designa il rito segreto dell’elezione papale, ha radici antiche. Derivato dal latino cum clave (“chiuso a chiave”), il termine inizialmente indicava una stanza sicura all’interno di una casa. È solo dal XIII secolo che il significato si è fissato nella tradizione ecclesiastica, a partire da eventi come l’elezione di Onorio III a Perugia nel 1216, quando i cardinali vennero letteralmente rinchiusi per accelerare il voto.

La svolta storica avvenne con l’elezione di Gregorio X nel 1271, al termine di una lunghissima vacanza papale durata quasi tre anni a Viterbo. Dopo mesi di stallo, il popolo e le autorità locali decisero di chiudere i cardinali a chiave – e addirittura di scoperchiare il tetto della sala per forzarne la decisione. Da quell’esperienza nacque la costituzione Ubi periculum, che fissò per la prima volta regole stringenti per l’elezione del Pontefice.

In origine, il Conclave si teneva nel luogo della morte del Papa. Solo più tardi, da Callisto III in poi, divenne consuetudine riunirsi stabilmente a Roma, con rare eccezioni come l’elezione di Pio VII a Venezia nel 1800.

Le regole attuali

Nel corso dei secoli, le norme sul Conclave sono state più volte aggiornate: da Pio IV a Gregorio XV, da Clemente XII a Pio IX. Il Novecento ha visto nuovi interventi: Pio X e Pio XII modernizzarono il procedimento, Giovanni XXIII introdusse modifiche minori, mentre Paolo VI escluse i cardinali ultraottantenni dall’elettorato attivo. Giovanni Paolo II, con la costituzione Universi Dominici Gregis (1996), ha lasciato l’ultima grande eredità normativa, ulteriormente perfezionata da Benedetto XVI nel 2007.

Oggi, dopo la morte del Pontefice, i cardinali sotto gli ottant’anni sono obbligati a partecipare al Conclave, mentre i più anziani possono partecipare alle fasi consultive ma non al voto. Durante la sede vacante, il Collegio cardinalizio gestisce gli affari correnti, senza poter modificare le leggi vigenti. Solo l’elezione del nuovo Papa ristabilirà la piena normalità nella vita della Chiesa.

Tutti gli occhi sono ora puntati sulla Cappella Sistina, scrigno di storia e di futuro: presto le porte si chiuderanno ancora una volta, e la Chiesa si appresterà a scrivere una nuova pagina della sua storia millenaria.