“La coscienza tettonica: le placche continentali hanno una personalità”: il Pesce d’Aprile dell’INGV

È davvero simpatico il Pesce d'Aprile pubblicato oggi dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia

Il mondo della geologia è stato scosso (in senso figurato!) da una teoria rivoluzionaria: esiste una “coscienza tettonica”, il movimento delle placche tettoniche non sarebbe guidato dai moti convettivi del mantello, bensì da una tensione epistemologica tra le zolle stesse. È davvero simpatico il Pesce d’Aprile pubblicato oggi, 1° Aprile, il giorno degli scherzi per eccellenza, dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). Ecco di seguito il testo integrale.

Pubblicato di recente sul Journal of Interdisciplinary GeoEpistemology: Un nuovo paradigma interpretativo propone che la tettonica a placche non sia il risultato di moti convettivi nel mantello, bensì di una tensione epistemologica irrisolta tra le placche stesse, le quali sviluppano identità cognitive autonome nel tempo geologico.
Secondo gli autori, ogni placca svilupperebbe una “coscienza tettonica”, assumendo atteggiamenti diversi:
– la placca pacifica appare più distaccata,
– quella nordamericana tende all’espansione,
– la placca euroasiatica… è in fase di rielaborazione continentale.
In questo scenario, la subduzione viene riletta come un atto volontario di “ritiro riflessivo” nel mantello, mentre le dorsali medio-oceaniche assumono il ruolo di “laboratori di rinascita litosferica”.
Il dibattito è aperto: è solo una provocazione filosofica o il primo passo verso una nuova geopsicologia delle placche?
Nel dubbio, auguriamo a tutte le zolle un sereno 1° aprile.

👀 Postilla metodologica: la peer review è avvenuta in modalità telepatica, tramite interferometria da sogno lucido. Dati non disponibili (per ora)”.