In un laboratorio di sintesi genica situato in una delle tante città dove si produce DNA su richiesta, ogni giorno arrivano ordini da ricercatori universitari, aziende biotecnologiche e laboratori farmaceutici. Il DNA, molecola essenziale per la vita, è diventato anche la spina dorsale della ricerca scientifica moderna: piccoli tubetti contenenti filamenti sintetici di acidi nucleici sono strumenti comuni nei laboratori di tutto il mondo. Grazie alla possibilità di ordinare sequenze genetiche specifiche, i progressi nella biologia sintetica e nell’ingegneria genetica hanno raggiunto livelli impressionanti. I ricercatori possono progettare nuovi test medici, studiare terapie avanzate o comprendere meglio il funzionamento dei geni. Tuttavia, insieme a queste possibilità emergono anche nuovi rischi.
Alcune sequenze di DNA sintetizzabili su richiesta contengono geni di agenti patogeni o tossine regolamentate potenzialmente utilizzate per scopi dannosi. Per questo motivo, esperti del settore, autorità governative e accademici da anni sottolineano l’importanza di controllare sia gli ordini che i clienti prima di fornire il materiale richiesto.
Negli Stati Uniti, questo tema è particolarmente attuale. Un ordine esecutivo dell’amministrazione Biden aveva previsto che i ricercatori finanziati con fondi federali si servissero esclusivamente di aziende che effettuano controlli preventivi sugli ordini. Tuttavia, meno di tre mesi dopo, l’amministrazione Trump ha annullato il provvedimento. Sebbene molte aziende leader abbiano volontariamente aderito a un consorzio per la sorveglianza delle sequenze pericolose, quella sarebbe stata la prima iniziativa normativa a rendere lo screening obbligatorio. E’ quanto si legge in un articolo di Bulletin of the Atomic Scientists.
Il futuro delle norme in materia è incerto: l’attuale amministrazione potrebbe decidere di ripristinare parti del provvedimento originario, ma al momento non è stata presa una decisione definitiva. Nel frattempo, la necessità di affrontare la questione si fa sempre più pressante, dato che la scienza richiede un numero crescente di geni sintetici, anche di quelli potenzialmente rischiosi.
Screening del cliente: un terreno scivoloso
Un nodo centrale ancora irrisolto riguarda il come effettuare questo tipo di screening. Se da un lato l’analisi delle sequenze consente di individuare frammenti genetici associati a patogeni, dall’altro manca un sistema chiaro e condiviso per stabilire chi può legittimamente ricevere quelle sequenze. Ad esempio, un laboratorio che studia un virus per sviluppare un vaccino avrà bisogno di sequenze potenzialmente pericolose — ma per scopi nobili. Al contrario, un attore malintenzionato potrebbe celarsi dietro una richiesta apparentemente legittima.
Ciò rende lo screening dei clienti tanto cruciale quanto quello delle sequenze stesse. Ma come si stabilisce se un cliente è “legittimo” o meno? La valutazione è spesso soggettiva, basata su informazioni incomplete o ambigue. Questo complica il lavoro delle aziende di sintesi genica, che si trovano a operare in una zona grigia tra innovazione e sicurezza.
Un dilemma quotidiano
Immaginate ora di trovarvi in uno di questi laboratori. Sei clienti attendono fuori dall’ufficio, ognuno con una richiesta particolare: tutti vogliono ottenere una sequenza di DNA associata a un patogeno o a una tossina regolamentata. Alcuni sono ricercatori di università rinomate, altri provengono da startup meno conosciute. Alcuni hanno scopi dichiaratamente terapeutici, altri forniscono informazioni vaghe.
Come responsabile della sicurezza aziendale, spetta a voi decidere: a chi consegnare la sequenza richiesta e a chi negarla? L’errore in un senso potrebbe rallentare la ricerca medica; nell’altro, potrebbe aprire la porta a rischi per la salute pubblica.
La possibilità di ordinare DNA sintetico ha rivoluzionato il panorama della biotecnologia e della medicina. Ma con il potere di creare arriva anche la responsabilità di proteggere. In assenza di una normativa chiara e uniforme, spetta alle aziende e ai decisori politici trovare un equilibrio tra innovazione e prevenzione.
Il futuro della biosicurezza dipende da come sapremo affrontare questi dilemmi oggi — prima che la prossima generazione di geni sintetici sia già in circolazione.



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