In queste ultime settimane, l’Etna sta dando spettacolo tra attività stromboliana ed emissioni di cenere. Questa attività ha portato anche alcuni cambiamenti nell’aspetto del vulcano, in particolare per quanto riguarda il Cratere di Sud-Est. “Quando mi si chiede quale aspetto dell’Etna trovo più affascinante, la mia risposta è “come cambia questo vulcano”, di sagoma, di altezza, e anche di carattere”. Lo scrive Boris Behncke, vulcanologo dell’INGV, in un post sulla propria pagina Facebook. “Non c’è altro vulcano su questo pianeta che cambia in maniera così frequente e spesso cospicua come l’Etna. Non passa anno in cui si forma qualche nuova punta, si riempie o svuota qualcuno dei crateri sommitali, si accumula un nuovo ventaglio di lava”, continua il vulcanologo.
“Anche in queste ultime settimane, di cambiamenti ne stiamo vedendo, modesti ma ben evidenti. Ed è di nuovo l’ultimo nato dei crateri sommitali, quello che a volte sembra voler dire “l’Etna, sono IO”, quella bestia nera del Cratere di Sud-Est. In otto episodi di attività stromboliana e qualche trabocchetto lavico, la grande depressione della sua “bocca della sella” si è quasi riempita di un nuovo conetto con diverse bocche che si attivano durante ogni episodio. Questo conetto ha ormai quasi raggiunto l’altezza del punto più alto del Sud-Est, la “piramide”, un pezzo dell’orlo meridionale rimasto dopo il drammatico crollo del fianco sud del cratere nella serata del 10 febbraio 2022, e “acutizzato” durante i parossismi successivi, fino all’1 dicembre 2023”, scrive Behncke.
“Due immagini scattate in condizioni di scarsa visibilità, che però mostrano come quella lacuna tra la “piramide” a destra e l’orlo occidentale del Cratere di Sud-Est a sinistra, appare praticamente colma. La vista è da Nicolosi, e tra le due foto sono avvenuti 5 degli 8 episodi eruttivi dell’ultimo mese. Anche guardando da est si nota la presenza di questo nuovo piccolo edificio vulcanico in cima al Sud-Est. Se questa attività continua, continuerà a crescere, per superare la “piramide” e avvicinarsi alla quota della Voragine… ma per superare quella e riaffermarsi vetta dell’Etna, di lavoro ce ne vuole tanto, ma davvero tanto…”, conclude Boris Behncke.



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