Quando si parla di montagne e primati geografici, la domanda su quale sia la montagna più alta del mondo sembra avere una risposta semplice: il Monte Everest. Tuttavia, la realtà è più sfumata e affascinante di quanto si pensi. Tutto dipende infatti da come si misura l’altezza di una montagna. Il confronto tra l’Everest e il Mauna Kea, vulcano hawaiano meno noto al grande pubblico, è l’esempio perfetto per illustrare quanto il concetto di “altezza” possa variare a seconda del punto di vista adottato.
L’Everest è universalmente riconosciuto come la vetta più alta del pianeta, grazie ai suoi 8.848,86 metri misurati rispetto al livello medio del mare. Questa quota è il risultato di un accordo ufficiale tra Nepal e Cina, che nel 2020 hanno effettuato una misurazione congiunta. Il livello del mare rappresenta infatti lo standard internazionale per la misurazione dell’altitudine. È un riferimento geodetico che consente di comparare montagne in contesti geografici anche molto diversi tra loro. Tuttavia, il livello del mare non è un’entità assoluta e immutabile: viene calcolato attraverso complessi modelli matematici che tengono conto della forma irregolare della Terra e delle variazioni del campo gravitazionale.

L’altezza rispetto al mare, però, non racconta tutta la storia. Se si prende in considerazione l’altezza reale dal piede della montagna fino alla vetta — una misura più legata alla fisicità della montagna stessa — la situazione cambia radicalmente. Il Mauna Kea, sebbene emerga dalla superficie dell’oceano “solo” per 4.207 metri, si innalza dal fondo del Pacifico, dove affonda le sue radici. Se si calcola la sua altezza dalla base sottomarina fino alla cima, questa montagna supera i 10.200 metri. In altre parole, Mauna Kea è più alto dell’Everest di circa 1.400 metri se si adotta questo criterio.
L’Everest, dal canto suo, ha una base già in alta quota, sull’altopiano tibetano, a circa 4.200-5.200 metri di altitudine. Questo significa che la differenza reale tra base e vetta è inferiore rispetto a quella del Mauna Kea, pur restando comunque impressionante. Ma mentre l’Everest si impone visivamente come un colosso che domina il cielo, gran parte del Mauna Kea rimane invisibile, nascosto sotto le acque dell’oceano.
Misurare una montagna dalla base alla cima può sembrare più “fisico” e intuitivo, ma in pratica risulta molto più complesso. La base di una montagna non è sempre chiaramente definibile, soprattutto se si trova su un altopiano o sul fondo del mare. Proprio per questa ragione, si è scelto di adottare il livello del mare come punto di riferimento standardizzato, che permette confronti oggettivi su scala globale.
Dunque, qual è la montagna più alta del mondo? La risposta dipende dalla prospettiva. Se si segue la convenzione internazionale, il primato spetta all’Everest, che svetta con la quota più elevata sopra il livello del mare. Se invece si guarda alla montagna nella sua interezza fisica, dal punto più basso della sua base al punto più alto della vetta, allora il titolo va al Mauna Kea.
Questo confronto evidenzia come anche un dato apparentemente oggettivo come l’altezza possa assumere significati diversi a seconda del contesto e del criterio scelto. In definitiva, la grandezza di una montagna non è solo una questione di metri, ma anche di come la si guarda e da dove si comincia a misurare.



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