Ondate di calore sempre più intense mettono a dura prova il sistema scolastico delle Filippine. Dopo le chiusure di massa dello scorso anno, con temperature fino a +38,8°C e conseguenti malori tra gli studenti, quest’anno le autorità corrono ai ripari. L’inizio anticipato delle lezioni e la riduzione dell’orario scolastico a 4 ore giornaliere, divise tra mattina e sera, rappresentano tentativi per mitigare l’impatto del caldo torrido previsto soprattutto per aprile e maggio.
Nonostante l’installazione di ventilatori e punti acqua nelle aule, la situazione rimane critica. Solo a marzo, quasi metà delle scuole di Manila sono state chiuse a causa di un indice di calore “pericoloso”. Le lezioni online, tentate lo scorso anno, si sono rivelate inefficaci per la maggior parte degli studenti. Quest’anno si punta su materiali stampati per chi resta a casa, ma la mancanza di alternative efficaci all’apprendimento in presenza preoccupa i dirigenti scolastici. Le risorse limitate e il sovraffollamento delle classi complicano ulteriormente la situazione, con scuole che faticano ad attrezzarsi adeguatamente per affrontare le temperature estreme. La revoca dell’obbligo di uniforme è solo una delle misure adottate per alleviare il disagio degli studenti, ma la sfida del caldo nelle aule filippine resta un’emergenza pressante.


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