In Trentino la stabilità del manto nevoso è molto scarsa e dunque vi è un marcato rischio valanghe anche di grandi dimensioni, secondo quanto riporta il Bollettino valanghe dell’Euregio, l’asse istituzionale Trento-Bolzano-Innsbruck. “Per le escursioni, le condizioni sono sfavorevoli. Con l’umidificazione, soprattutto sui pendii molto ripidi e al di sotto dei 2.600 metri sono possibili numerose valanghe di neve umida e bagnata di medie e, a livello isolato, di grandi dimensioni. Soprattutto sui pendii molto ripidi esposti a ovest, nord ed est sono previste valanghe di neve umida e bagnata di dimensioni medio-grandi. Nei canaloni ripidi le valanghe avanzeranno a livello isolato sino alle zone non innevate“, si legge nel report. Secondo l’analisi i nuovi accumuli di neve ventata possono in parte subire un distacco in seguito al passaggio di un singolo appassionato di sport invernali soprattutto sui pendii molto ripidi esposti a Ovest, Nord ed Est al di sopra dei 2.400 metri.
Il dipartimento della Savoia, nel Sud/Est della Francia, è stato posto nuovamente oggi in stato di “allerta arancione” dall’istituto Météo France per il rischio di valanghe, all’indomani delle abbondanti nevicate. In Val Thorens la strada d’accesso è stata riaperta nel tardo pomeriggio di ieri e le piste stanno progressivamente riaprendo dalle 9 di questa mattina, con l’avvertimento di evitare sci fuoripista e passeggiate al di fuori delle zone indicate. La quasi totalità delle strade chiuse per neve in Francia sono state riaperte e solo un migliaio di case restano senza corrente elettrica, di cui 800 in Savoia, sugli oltre 5.000 black out segnalati ieri, secondo il gestore della rete elettrica Enedis. Il rischio valanghe resta elevato, in particolare, in alcune zone vicine al confine italiano, come Maurienne, Vanoise, Beaufortain, Mont-Blanc,Oisans, les Grandes Rousses, Haute-Tarentaise, Belledonne et Haute-Maurienne.


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