A distanza di due mesi dalla tragica scoperta, l’autopsia di Gene Hackman ha finalmente chiarito la causa della sua morte, avvenuta lo scorso febbraio nella sua abitazione isolata nel New Mexico. Il leggendario attore, due volte premio Oscar e volto iconico del cinema americano, è morto per cause naturali aggravate da uno stato di salute fortemente compromesso e da giorni di digiuno estremo.
Contrariamente a quanto ipotizzato inizialmente, Hackman non è stato vittima dell’hantavirus – la malattia mortale contratta invece dalla moglie, Betsy Arakawa, pochi giorni prima – ma è deceduto a causa del progressivo deterioramento fisico e mentale, aggravato dalla totale assenza di cure.
Secondo il referto medico-legale diffuso dalle autorità del New Mexico, nel corpo del 95enne attore sono state rilevate elevate concentrazioni di acetone, segno tipico di prolungato digiuno o malnutrizione. Hackman si sarebbe aggirato disorientato per casa, senza rendersi conto della morte della moglie, avvenuta il 12 febbraio a causa della sindrome polmonare da hantavirus, contratta probabilmente nel garage infestato da roditori.
I due sono stati trovati solo il 26 febbraio, da un tecnico della manutenzione, e i loro corpi erano già in stato di mummificazione parziale. Nessuno si era accorto dell’accaduto: la coppia viveva completamente isolata, senza badanti né aiuti domestici.
Il quadro dipinto dalle bodycam della polizia è drammatico: nella villa regnavano disordine, sporcizia e segni evidenti di abbandono, con cibo in decomposizione, farmaci sparsi e persino tracce di sangue su un cuscino.
Il rapporto del coroner ha inoltre confermato che Hackman soffriva di Alzheimer in fase avanzata, e che le sue condizioni cardiache erano gravemente compromesse. L’attore aveva subito un bypass e un intervento alla valvola aortica, e nel 2019 gli era stato impiantato un pacemaker biventricolare, che secondo le ricostruzioni avrebbe smesso di funzionare il 18 febbraio, data presunta della morte.
Tra le cause secondarie figurano anche gravi problemi renali e infarti multipli pregressi. La morte di Gene Hackman chiude così tragicamente una delle carriere più celebrate del cinema americano, e apre una riflessione amara sull’abbandono e sulla solitudine nella terza età, anche tra i giganti di Hollywood.


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