Grande Barriera Corallina: l’immagine Copernicus Sentinel-2 svela colori e fragilità di un ecosistema unico al mondo

Le tonalità blu del corallo contrastano con le acque scure del Mar dei Coralli: l'immagine Copernicus Sentinel-2

La Grande Barriera Corallina si estende per quasi 2.300 km e copre un’area di oltre 344.000 km quadrati, all’incirca le dimensioni dell’Italia. È il più grande organismo vivente sulla Terra e l’unica caratteristica vivente che si può osservare dallo spazio a occhio nudo. A dispetto del nome, la Grande Barriera Corallina non è formata da un’unica barriera, ma da un sistema interconnesso di circa 3.000 barriere e 900 isole coralline, diviso da stretti passaggi. Un’area di biodiversità pari per importanza alle foreste pluviali tropicali, la barriera corallina ospita più di 1.500 specie di pesci tropicali, 400 tipi di corallo, centinaia di specie di uccelli e alghe marine e migliaia di animali marini, tra cui squali, barracuda e tartarughe.

Come riconoscimento della sua importanza, la barriera corallina è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO nel 1981. La sezione di barriera visibile nell’immagine è la parte meridionale al largo della costa della Contea di Livingstone, nel Queensland Centrale. La parte della terraferma e delle isole che circondano la costa sono visibili nell’angolo in basso a sinistra. Il colore marrone chiaro del mare lungo le coste è dovuto alla presenza di sedimenti nell’acqua.

Una successione di piccole isole coralline è visibile al centro dell’immagine. Le tonalità blu del corallo contrastano con le acque scure del Mar dei Coralli. Parte della barriera è coperta da nuvole che dominano la parte superiore dell’immagine. Le nuvole formano un sorprendente rettilineo, visibile anche come un’ombra distinta proiettata sulle isole sottostanti. Le barriere coralline di tutto il mondo subiscono danni regolari a causa dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento, dell’acidificazione degli oceani e della pesca. Inoltre, sono sempre più minacciate dallo sbiancamento dei coralli, che si verifica quando l’alga che compone il corallo muore, facendolo diventare bianco. Questo fenomeno è collegato all’aumento delle temperature dell’acqua, alla bassa salinità e agli alti livelli di luce solare.

Mentre queste barriere coralline sono importanti dal punto di vista ecologico, risultano difficili da mappare da parte delle navi da riconoscimento o degli aeromobili a causa della loro posizione remota e poco profonda. Dal loro punto di osservazione vantaggioso nello spazio, i satelliti di Osservazione della Terra come Copernicus Sentinel-2 offrono i mezzi per monitorare la salute delle barriere coralline in tutto il mondo. E’ quanto si legge in un articolo ESA.