Un nuovo modello di intelligenza artificiale (IA) sviluppato all’Università di Uppsala potrebbe rivoluzionare la gestione della sclerosi multipla (SM), identificando con anticipo la transizione alla forma secondariamente progressiva (Smsp). Lo studio, guidato dal ricercatore Kim Kultima e pubblicato su Digital Medicine, mostra che l’IA ha rilevato il passaggio alla Smsp prima della documentazione clinica in quasi l’87% dei casi, con una precisione complessiva del 90%.
La sclerosi multipla è una malattia infiammatoria cronica del sistema nervoso centrale. In Svezia, colpisce circa 22mila persone. Nella maggior parte dei casi, l’esordio avviene nella forma recidivante-remittente (Smrr), che può evolvere, dopo anni, nella forma progressiva. Riconoscere questo passaggio in tempo è cruciale, poiché le due fasi richiedono terapie differenti.
Il modello si basa su dati già disponibili nelle visite cliniche di routine, tra cui esami neurologici, risonanze magnetiche e trattamenti in corso. Secondo Kultima, l’IA non solo individua la fase della malattia, ma fornisce anche un indice di affidabilità per ogni valutazione, supportando così i medici nel prendere decisioni tempestive. Oltre a migliorare le terapie, il sistema potrebbe facilitare la selezione di pazienti per studi clinici mirati.


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