Una potente esplosione ha scosso il porto di Shahid Rajaee nella città di Bandar Abbas, nel Sud dell’Iran. L’esplosione sarebbe avvenuta in un edificio amministrativo. Secondo l’agenzia statale iraniana Fars sarebbe così potente da essere udita sull’isola di Qeshm, ad almeno 20 km dal porto di Bandar Abbas, nel Golfo Persico.
Secondo il direttore del dipartimento di gestione delle crisi di Bandar Abbas, nella provincia di Hormozgan, la causa dell’esplosione non è ancora chiara. Secondo l’agenzia di stampa Tasnim, un serbatoio di carburante è esploso a Nord del molo del porto di Rajaishahr, ad un migliaio di km a Sud di Teheran. Diversi membri del personale portuale sono rimasti feriti e numerose auto sono state completamente distrutte a causa dell’esplosione, che ha fortemente scosso la zona.
Un funzionario provinciale della protezione civile, Mehrdad Hasanzadeh, in un’intervista alla tv di Stato, ha dichiarato che il bilancio dell’esplosione è di almeno 5 morti e oltre 700 feriti.
Il direttore generale dell’Hormozgan Crisis Management ha annunciato che sono in corso indagini nella zona per individuare la causa dell’esplosione. L’entità dei danni è stata enorme e l’area versa in condizioni critiche. Attualmente le attività portuali sono sospese.
La National Iranian Oil Products Company afferma che l’esplosione non è collegata a raffinerie, serbatoi di carburante o impianti di distribuzione. Secondo DW, testata giornalistica tedesca, il luogo dell’esplosione era lo stesso in cui era immagazzinato il carburante per missili balistici arrivato a Bandar Abbas dalla Cina.
Ipotesi combustibile per missili maneggiato male
L’esplosione potrebbe essere collegata a un ingrediente chimico utilizzato per la produzione di propellente per i missili iraniani. È quanto ha riferito la società di sicurezza privata Ambrey, secondo cui “l’incendio sarebbe stata il risultato di avere maneggiato in modo improprio un carico di combustibile solido destinato ai missili balistici iraniani”. Ambrey ha riferito che nel mese di marzo il porto aveva ricevuto una spedizione di “perclorato di sodio per propellenti per razzi“. Il propellente fa parte di una spedizione dalla Cina all’Iran effettuata da due navi, segnalata per la prima volta a gennaio dal Financial Times. Il propellente sarebbe stato utilizzato per rifornire le scorte di missili dell’Iran, esaurite a seguito degli attacchi diretti contro Israele durante la guerra a Gaza.
Per ora, le autorità iraniane non hanno fornito spiegazioni chiare sulle cause dell’esplosione nel porto, negando però che l’esplosione avesse qualcosa a che fare con l’industria petrolifera del Paese.
Le immagini dell’esplosione di oggi a Shahid Rajaee mostrano un fumo rossastro che si alza dall’incendio poco prima della detonazione. Ciò suggerisce che nell’esplosione sia stato coinvolto un composto chimico. Nella serata locale di oggi l’agenzia di stampa di Stato iraniana Irna ha riferito che l’amministrazione doganale iraniana ha attribuito la responsabilità dell’esplosione a una “scorta di merci pericolose e materiali chimici immagazzinati nella zona portuale” ma non ha fornito altri dettagli.






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