Il settore florovivaistico italiano sboccia con un nuovo record di fatturato nel 2024, superando la soglia dei 3,25 miliardi di euro. Un dato che emerge con forza dal Primo Rapporto sul florovivaismo italiano, promosso da Myplant, Coldiretti e Assofloro, presentato durante la 9ª edizione di Myplant & Garden. La crescita è significativa, con un balzo del 3,5% rispetto all’anno precedente, un notevole +23% negli ultimi 5 anni e un impressionante +30,8% negli ultimi 10.
Questi numeri consolidano la posizione dell’Italia come terzo player nel panorama europeo del florovivaismo, con un contributo di quasi 3,3 miliardi di euro al valore della produzione UE, stimato a 24,5 miliardi. A guidare la classifica continentale troviamo i Paesi Bassi e la Spagna.
A livello nazionale, la Toscana si conferma la regione leader indiscussa, con una produzione che sfiora il miliardo di euro, seguita dalla Liguria, “regina dei fiori” con i suoi 446 milioni di euro. Sicilia e Lombardia completano le prime posizioni.
Nonostante questo florido scenario, il settore deve affrontare sfide importanti. L’instabilità climatica, con eventi estremi che hanno colpito il 65% delle imprese negli ultimi 3 anni, incide pesantemente sui costi di produzione e trasporto. A ciò si aggiunge la concorrenza di importazioni a basso costo, spesso non soggette agli stessi standard qualitativi e di sostenibilità del “Made in Italy”.
Nonostante le criticità, il florovivaismo italiano dimostra una vitalità straordinaria, rappresentando una fetta significativa dell’agricoltura nazionale. I fiori recisi continuano a dominare il commercio europeo, ma le piante in vaso rappresentano il segmento in maggiore espansione. L’Italia si conferma un importante esportatore, posizionandosi al secondo posto nell’UE, con Francia, Paesi Bassi e Germania come principali acquirenti. Un settore che affonda le radici nella tradizione ma guarda al futuro con dinamismo e resilienza.


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