La Regione Emilia Romagna rafforza il proprio impegno per la sicurezza del territorio. Con il bilancio appena approvato, le risorse per la sicurezza idraulica raddoppiano, passando da 24 a 50 milioni di euro annui per la manutenzione di fiumi, corsi d’acqua e torrenti. Un investimento che si affianca agli interventi già avviati nelle aree colpite dalle alluvioni del 2023 e del 2024, dove sono stati completati, o sono in fase di realizzazione da parte dell’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, 270 cantieri, per un valore complessivo di 307 milioni di euro.
Occorrono, tuttavia, misure strutturali di lungo periodo. Per questo, la Regione ha chiesto al Governo un piano pluriennale di investimenti, per realizzare, sul territorio, opere idrauliche strategiche. Senza dimenticare il tema delocalizzazioni, con l’obiettivo di dare certezze e indennizzi adeguati a chi non può ricostruire la propria abitazione o l’attività danneggiata perché a ridosso di frane o perché situata nelle golene dei fiumi.
Sono alcuni dei temi approfonditi dal sottosegretario alla presidenza, con delega alla Protezione Civile, Manuela Rontini, protagonista della sesta puntata di “Risposte” (già online sulle pagine Facebook, Instagram e YouTube della Regione Emilia-Romagna e su LepidaTv), il format di video-interviste alla Giunta regionale, guidata dal Presidente Michele de Pascale, che affronta i principali temi di attualità che interessano la comunità emiliano-romagnola.
Rontini: “100-150 milioni l’anno per evitare le alluvioni”
Per le opere anti-alluvione più urgenti, “chiediamo al Governo di consegnare alla Regione Emilia Romagna 100-150 milioni di euro all’anno”, dice Rontini, tornando sul piano di messa in sicurezza portato avanti dalla nuova amministrazione regionale in tandem con il Commissario Fabrizio Curcio. “Stiamo lavorando – ribadisce Rontini all’interno del format “Risposte” – per individuare asta per asta, quindi per ciascuno dei fiumi dell’Emilia Romagna, opere che vanno messe a terra per il tramite di ordinanze speciali”. Si tratterà di casse di laminazione, casse di espansione, lavori che “migliorino e aumentino i volumi di acqua che vengono trattenuti a monte prima che vadano a valle, con le conseguenze che in alcuni casi abbiamo conosciuto“.
Quello in corso, spiega ancora Rontini, “è un lavoro puntuale che vogliamo fare anche con la collaborazione proficua con il Governo, con cui stiamo cercando di impostare un lavoro diverso, non impostato sull’approvazione del piano speciale, ma con la costruzione insieme di un piano pluriennale programmato di opere”.
Sul tema delle delocalizzazioni, Rontini afferma che “è un lavoro che è di competenza della struttura commissariale, con cui stiamo collaborando perché il provvedimento preveda un indennizzo adeguato al sacrificio che chiediamo a questi cittadini e a queste cittadine“. Quando parliamo di delocalizzazioni, “ci riferiamo a situazioni molto puntuali di abitazioni inagibili in cui attualmente le persone non sono riuscite a rientrare e non riusciranno neanche a farlo”, continua Rontini. Si tratta di case a ridosso di frane, su crinali dove ci sono movimenti franosi attivi, “oppure situazioni di abitazioni, ma anche di attività produttive all’interno proprio delle golene dei fiumi“. Per queste situazioni “è necessario un provvedimento che dia loro una prospettiva diversa laddove, appunto, i costi di messa in sicurezza non sono paragonabili rispetto alle risorse doverose che invece vanno consegnate alle famiglie e ai titolari delle imprese per poter pensare di ri-immaginare la loro vita e la loro attività in luoghi diversi, più sicuri”.
A San Lazzaro 100.000 euro per la messa in sicurezza dei rii minori
Il Comune di San Lazzaro, nel Bolognese, mette quasi 100.000 euro per affrontare le criticità emerse durante gli ultimi eventi alluvionali che hanno riguardato i corsi d’acqua minori presenti sul territorio cittadino. Interventi che si sommano a quelli che Regione e Città metropolitana stanno predisponendo, invece, sui torrenti Idice, Savena e Zena. Per il rio Brolo, alla Ponticella, sono stati già spesi più di 42.000 euro per problematiche evidenziate dagli eventi di ottobre 2024. Le piogge, con valori superiori di circa quattro volte a quelli mai registrati, hanno messo in luce l’insufficienza della attuale condotta interrata e la necessità di ripensare l’intero sistema di smaltimento delle acque del rio.
È già stato avviato, ed è in completamento, un primo studio idraulico del bacino che si concluderà entro fine maggio con l’approvazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali che serve ad individuare la migliore soluzione progettuale e definirne i costi. In base a dati e valutazioni che scaturiranno dallo studio e dalle risorse che l’amministrazione sarà in grado di destinarvi, si potrà procedere con le successive fasi di progettazione e realizzazione degli interventi. A supporto di questa prima fase di studio, l’amministrazione ha già provveduto a stanziare ulteriori 15mila euro per effettuare, con il supporto del Consorzio della Bonifica Renana, un rilievo dettagliato, tramite videoispezione, per verificarne lo stato del tratto interrato dopo l’ultima alluvione.
Altri 20.000 euro sono stati già stanziati per un analogo intervento nel tratto interrato del rio Zinella, sotto la via Kennedy nel capoluogo, dove in ottobre si erano verificati allagamenti per fuoriuscita di acqua dai pozzetti stradali.
Anche sul rio Pontebuco si sta cercando una soluzione per l’allagamento di via Bellaria e varie case private. Il tratto interrato del corso d’acqua, che scorre sotto le abitazioni, non riesce a smaltire le portate. Come per il rio Brolo, anche in questo caso l’amministrazione ha già stanziato in favore della Bonifica Renana una prima somma di 20.000 euro per completare entro il 2025 uno studio idraulico del bacino. Sulla base dei dati e delle valutazioni dello studio e delle risorse comunali disponibili, si potrà anche in questo caso dare avvio alle successive fasi di progettazione e realizzazione dei lavori. In questi giorni però sono già partiti alcuni lavori per garantire la pulizia degli imbocchi.
Occhi puntanti anche sul rio La Valletta che, pur insistendo interamente su territorio del Comune di Bologna, in caso di esondazione potrebbe ‘colpire’ anche San Lazzaro, in particolare nelle vie Martiri di Pizzocalvo e Bellaria. Per questo, si sta avviando, sempre con la Bonifica Renana, un tavolo di confronto con il Comune di Bologna per cercare soluzioni. Entro la fine dell’anno, è poi prevista una verifica della portata idraulica del rio Remigio.
“Lavorare per la messa in sicurezza del territorio significa anche intervenire sui corsi d’acqua minori che nel corso delle recenti alluvioni hanno provocati danni rilevanti – spiega Sara Bonafè, vicesindaco e assessore alla difesa-cura del territorio – ecco perché il Comune è da tempo al lavoro nel portare a termine la ricognizione puntuale degli interventi necessari per così pianificare i lavori nel più breve tempo possibile. Nonostante procedure, tempi tecnici e burocratici, non sempre coerenti con l’urgenza di affrontare le problematiche, siamo fiduciosi che la programmazione delle opere siano priorità assoluta di tutti gli enti coinvolti”.


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