Ammontano a circa tre milioni di euro, secondo un primo calcolo effettuato dagli uffici Coldiretti, i danni all’agricoltura nel Torinese causati dall’ondata di maltempo dello scorso 18 aprile. In seguito alle esondazioni e alle numerose frane, sono 130 le aziende agricole danneggiate che hanno, finora, contattato gli uffici di zona di Coldiretti per segnalare danni alle coltivazioni o ai terreni e alle strutture produttive. I Comuni dove si contano i danni maggiori sono quelli lungo l’asta della Dora Baltea a valle di Ivrea: qui il primato spetta a Strambino con 11 aziende danneggiate.
“Gli agricoltori di queste zone hanno sempre convissuto con gli eventi alluvionali – spiega il Presidente provinciale di Coldiretti, Bruno Mecca Cici – ma oggi ci dicono che le piene sono sempre più improvvise, veloci e con volumi di acqua che un tempo erano eccezionali e oggi sono la normalità. Soprattutto ci parlano di alvei pieni di ghiaia e sabbia che non ce la fanno a smaltire apporti sempre più irruenti di acqua e detriti”. “Ci riferiscono anche che il superamento o la rottura delle protezioni spondali arriva in modo regolare in punti nuovi degli alvei – prosegue – segno che si devono rivedere gli schemi delle opere di difesa e di contenimento delle piene. Dobbiamo, quindi aprire una volta per tutte, una vertenza per la protezione dell’agricoltura e del territorio dagli effetti del cambiamento climatico. Questi terreni lungo i fiumi sono i più fertili e spesso sono anche gli unici coltivabili. Dobbiamo difenderli a tutti i costi se vogliamo continuare a produrre cibo“.


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