L’andamento climatico della Sicilia continua a confermare il trend di riscaldamento osservato negli ultimi anni, con un altro marzo contraddistinto da temperature ben al di sopra delle medie storiche. Nonostante un finale di mese caratterizzato da valori massimi più tipicamente invernali, le temperature registrate nelle settimane precedenti hanno contribuito a delineare un quadro fortemente anomalo, soprattutto per quanto riguarda i valori minimi.
Nel confronto con lo stesso mese del 2024, che aveva fatto segnare un record generalizzato di caldo, marzo 2025 si distingue per un’anomalia termica ancora più marcata nelle temperature minime, pur presentando massime meno eccezionali rispetto all’anno precedente. A rendere il quadro particolarmente significativo è stata l’assenza di vere e proprie irruzioni fredde: i pochi episodi registrati sono risultati di debole intensità e di origine prevalentemente nordatlantica o scandinava, senza alcun contributo siberiano. Inoltre, la mancanza di condizioni favorevoli all’inversione termica — come notti serene e prive di vento — ha impedito il verificarsi di gelate anche nelle aree di fondovalle, notoriamente soggette a minime sotto lo zero durante l’inverno.

La temperatura media mensile regionale si è attestata solo lievemente al di sotto del primato registrato nel 2024 (12,43 °C), ma ciò che più colpisce è il livello eccezionale raggiunto dalle medie delle minime e delle minime assolute, mai così elevate nella serie storica SIAS iniziata nel 2002. Rispetto alla media climatologica del periodo 2003-2022, l’anomalia positiva è risultata pari a ben +1,8 °C.
Nel dettaglio, la temperatura massima assoluta registrata sulla rete SIAS è stata di 30,0 °C, toccata il 14 marzo presso la stazione di Misilmeri (PA), a causa dei venti di caduta alimentati da correnti meridionali. La temperatura minima più bassa del mese è stata invece di -6,0 °C, rilevata dalla stazione di Linguaglossa Etna Nord (CT) il giorno 5. Il valore medio mensile più elevato è stato registrato dalla stazione di Palermo, con una media di 15,38 °C.
Sul fronte agricolo e vegetativo, si evidenzia un anticipo del risveglio delle colture, seppur meno marcato rispetto ad altri anni. L’inverno appena trascorso non ha determinato una vera sospensione dell’attività vegetativa, tanto che nei cereali seminati precocemente si sono osservate fasi fenologiche avanzate, come la levata e la spigatura, già nel mese di marzo. Le buone condizioni di umidità del suolo hanno contribuito a contenere l’anticipo eccessivo dello sviluppo, spesso associato a inverni caldi e secchi.
Infine, l’accumulo di unità di freddo, parametro cruciale per la fruttificazione delle specie arboree, risulta leggermente superiore rispetto al 2024, ma si mantiene su livelli molto bassi. Sarà fondamentale nei prossimi mesi monitorare gli effetti di questa situazione anomala sulla produzione frutticola, anche alla luce del contributo positivo fornito dalle temperature più rigide osservate a dicembre.


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