Meteo Belluno, marzo più caldo e più piovoso del normale

Meteo Belluno, temperature molto spesso superiori alla norma e precipitazioni frequenti durante il mese di marzo 2025

Il mese di marzo 2025è risultato più caldo e più piovoso del normale” in provincia di Belluno, secondo l’analisi mensile di Arpa Veneto. “Il primo mese della primavera meteorologica, come tutti i mesi di transizione stagionale, mostra di norma caratteri a tratti ancora invernali ed altri già di stampo primaverile, oppure assume, per quasi tutto il mese, aspetti della stagione appena finita o di quella entrante. È quello che è successo quest’anno, con temperature molto spesso superiori alla norma e precipitazioni frequenti, tipiche del regime primaverile. Nei primi 9 giorni del mese, il tempo è stato bello e molto mite, cui è seguita, dal 10 al 17, una fase di tempo nuvoloso/variabile, a tratti perturbato, con precipitazioni quasi quotidiane, anche copiose. Nella seconda metà del mese si sono alternate giornate soleggiate ad altre nuvolose, con episodi perturbati o di instabilità, associati ai primi fenomeni temporaleschi della nuova stagione”, si legge nell’analisi.

Le temperature medie mensili sono risultate 1,0/1,5°C superiori alla norma. Se si escludono i primi 2 giorni ed una breve fase poco dopo metà mese, in cui ha fatto un po’ freddo, tutto il resto del mese è trascorso con valori termici più alti del normale. Lo zero termico è variato fra un minimo di 770 metri del giorno 18 ed un massimo di 2960 metri del giorno 21. A Belluno la media di questi primi tre mesi dell’anno è risultata 1,6°C più alta della norma dell’ultimo trentennio”, riportano gli esperti di Arpa Veneto.

Le precipitazioni totali mensili sono state, come detto, più abbondanti del consueto, generalmente comprese fra 60 e 230mm. Gli scarti percentuali, in molte zone della provincia, sono risultati pari a +60/+80%, ma in alcune località delle Prealpi anche maggiori, come è stato il caso, ad esempio, di Sant’Antonio Tortal, dove è piovuto più del doppio di quanto climatologicamente atteso (230mm, ovvero +115%). In alcune zone dolomitiche, invece, lo scarto è stato più contenuto, fra il +10 ed il +30%, come in Val Boite, in Cadore e in Comelico. La neve è caduta quasi sempre fra i 1000 e i 1500 metri, a tratti anche a quote più alte. La frequenza delle precipitazioni è stata decisamente più alta del normale, con 9-15 giorni piovosi/nevosi, a seconda delle zone (9 a Santo Stefano, 15 a Col Indes di Tambre), a fronte di una media storica di 6-8. Il bilancio pluviometrico da inizio anno mostra esuberi compresi in genere fra il 20 ed il 60%, localmente più alti, come ad esempio in Alpago (+75% a San Martino) e a Sant’Antonio Tortal (+81%)”, si legge ancora.

“In tutto si sono avuti 14 giorni soleggiati, 12 variabili o nuvolosi e 5 giorni di prevalente maltempo”, conclude l’analisi di Arpa Veneto, che ha curato anche i seguenti grafici e tabelle.