In un fatto senza precedenti nella storia climatica globale, la Siberia ha superato i 30°C nella prima metà di aprile, segnando un nuovo e allarmante capitolo nella crisi climatica mondiale. Questo evento non è solo eccezionale per la regione, nota per le sue temperature gelide anche in primavera, ma rappresenta un’anomalia termica di proporzioni senza precedenti per l’intero emisfero settentrionale. I dati registrati indicano che stiamo assistendo, per intensità e diffusione geografica, al più estremo evento climatico mai documentato.
Le temperature raggiunte in decine di località russe superano abbondantemente le medie stagionali. Il record assoluto spetta alla cittadina di Chemal, che ha toccato i 30.5°C. Seguono Kljuci con 28.8°C, Alejskaja con 28.6°C, Volciha con 28.5°C, e Baevo con 28.4°C. Decine di altri centri siberiani hanno registrato valori superiori ai 25°C, tra cui Barnaul, Karasuk, Tomsk e Novokuznetsk, in un’ondata che ha coinvolto un’area vasta quanto un intero continente.
Questo eccezionale episodio non è isolato, ma si inserisce in un contesto più ampio: nel 2025 l’Asia sta vivendo una stagione primaverile caratterizzata da una serie di ondate di calore record. In paesi come Turkmenistan, Uzbekistan e Cina, si sono già toccati picchi superiori ai 40°C, fenomeni che, fino a pochi anni fa, erano considerati estremi persino nei mesi estivi.



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