Il 3 febbraio 2022 SpaceX ha lanciato 49 satelliti Starlink in orbita terrestre bassa, una routine già ben collaudata per l’azienda di Elon Musk. Tuttavia, in questa occasione qualcosa è andato storto. Nel giro di pochi giorni, decine di satelliti hanno iniziato a precipitare verso la Terra, disintegrandosi nell’atmosfera. La spiegazione ufficiale fornita da SpaceX? Una tempesta geomagnetica, verificatasi il giorno successivo al lancio. “Purtroppo, i satelliti lanciati giovedì (3 febbraio) sono stati significativamente colpiti da una tempesta geomagnetica venerdì (4 febbraio)”, aveva dichiarato l’azienda.
Ma qualcosa non tornava. La tempesta in questione era una G1: il livello più basso sulla scala NOAA, classificata come “minore” e solitamente innocua per i satelliti. Perché, allora, un impatto così devastante?
Entra in scena il “Terminator”
La risposta potrebbe arrivare da una teoria alternativa proposta dagli scienziati spaziali Scott McIntosh e Robert Leamon di Lynker Space, Inc.. Secondo loro, la vera causa è stata un evento solare chiamato “Terminator” – nulla a che vedere con il celebre cyborg di Schwarzenegger. E’ quanto si legge su spaceweather.
Il Terminator è un fenomeno ancora poco compreso, che segna la fine di un ciclo solare e l’inizio di un altro. Ogni circa 11 anni, i campi magnetici del ciclo solare precedente e di quello successivo si scontrano. Questo “Evento di Terminazione” porta a un’improvvisa intensificazione dell’attività solare. “È come accendere una stufa: di colpo, tutto diventa più caldo”, spiega McIntosh.
In termini pratici, ciò comporta un’improvvisa impennata delle radiazioni ultraviolette solari, che riscaldano l’atmosfera superiore e aumentano notevolmente la densità dell’aria. Il risultato? Una maggiore resistenza aerodinamica per gli oggetti in orbita bassa, come i satelliti Starlink.
I satelliti lanciati
Al momento del lancio di Starlink Group 4-7, SpaceX non sapeva che un Evento di Terminazione era appena avvenuto. I satelliti sono stati così lanciati in un ambiente atmosferico drasticamente cambiato. Anche altre aziende sono state colpite. Capella Space, specializzata in radar SAR, ha riscontrato problemi simili nel mantenere in orbita i propri satelliti nel 2022.
“La densità atmosferica in orbita bassa era da 2 a 3 volte superiore al previsto”, ha scritto Scott Shambaugh di Capella Space in un documento intitolato Doing Battle With the Sun. “Questo aumento della resistenza ha minacciato di far deorbitare prematuramente alcuni dei nostri veicoli”. Molti dei satelliti di Capella, progettati per durare almeno 3 anni, sono stati persi molto prima.
Un segnale da non ignorare
Un’analisi dei dati storici mostra un pattern interessante: ogni volta che avviene un Evento di Terminazione, si verifica un picco nei tassi di decadimento orbitale. Nessun picco è stato più evidente di quello del 2022. L’incidente del gruppo Starlink 4-7 rappresenta quindi un caso emblematico, non solo per SpaceX, ma per l’intera comunità spaziale. È un monito su quanto l’ambiente spaziale, influenzato dal comportamento del Sole, possa cambiare repentinamente – e con effetti potenzialmente catastrofici.
In futuro, tenere conto dei “Terminator” potrebbe diventare fondamentale per la pianificazione di missioni satellitari in orbita bassa. Perché nello spazio, anche una “tempesta minore” può trasformarsi in un ciclone invisibile.



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