Morte di Papa Francesco, il Nicaragua ammette tensioni: “relazioni difficili e accidentate”

Il comunicato attribuisce la difficoltà a "manipolazioni", a una "comunicazione complicata e alterata": il Nicaragua sulla morte di Papa Francesco

Dopo la morte di Papa Francesco, il Nicaragua del presidente Daniel Ortega ha riconosciuto tensioni con il pontefice, definendo le relazioni con lui “difficili” e “accidentate”. Lo rende noto un comunicato scritto dal governo del Nicaragua e diffuso attraverso i mezzi ufficiali, in cui si sottolinea che “le nostre relazioni, come nicaraguensi credenti, devoti e fedeli alla Dottrina di Cristo Gesù, sono state difficili, accidentate, sfortunatamente influenzate da circostanze avverse e dolorose che non sempre sono state comprese”. Il comunicato attribuisce la difficoltà a “manipolazioni”, a una “comunicazione complicata e alterata” e a “voci altisonanti che hanno ostacolato ogni tentativo di vera interazione” con il Vaticano. Nonostante le difficoltà, il Nicaragua ha espresso “ammirazione” per “l’impegno” nel “promuovere la Pace” e costruire una Chiesa impegnata nella “Solidarietà e Fratellanza Cristiana”.

“Il primo Papa della nostra America caraibica, il cittadino di questo continente, Jorge Bergoglio, Francesco, in ammirazione e impegno con i profondi Insegnamenti di San Francesco d’Assisi, è passato a un altro piano di vita, tra le preghiere della comunità e delle religioni del mondo”, recita il comunicato, precisando che “oggi, 21 aprile, inviamo le nostre preghiere per l’eterno riposo di Papa Francesco, confidando che Dio permetterà alla Chiesa cattolica di invocare la vera pace, la comprensione, l’armonia, il rispetto, e la cooperazione solidale e complementare, per contribuire a trascendere i dolorosi conflitti che viviamo, e promuovere e praticare gli Insegnamenti del Re dei Re, di Cristo Gesù”.